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  • 10 Agosto 2020
  • Ultimo aggiornamento 3 Agosto 2020 10:35
  • Milano

Il packaging dei beni alimentari: i consumatori lo vogliono green

La tutela dell’ambiente è sempre più importante nell’atto dell’acquisto. E lo sarà ancora di più con la pandemia di Covid-19. Ma restano aperti problemi di comunicazione, costi e trasparenza

Il packaging dei beni alimentari: i consumatori lo vogliono green

Come confermano i dati contenuti all’interno dell’Osservatorio Packaging del Largo Consumo realizzato da Nomisma in collaborazione con Spin Life, il 61% degli italiani è disposto a modificare le proprie abitudini di acquisto per ridurre l’impatto sull’ambiente e il 43% considera l’impatto ambientale del packaging un aspetto molto importante nel momento in cui si accinge a comprare prodotti alimentari.

Questo avviene in un clima di crescente sensibilità degli italiani verso i temi ambientali e la sostenibilità: il nostro Paese è infatti al primo posto nell’Unione Europea per indice di produzione circolare e al secondo per superfici destinate all’agricoltura biologica.

Ma non solo. I dati emersi dall’Osservatorio hanno messo in luce infatti che il 37% degli italiani chiede che l’ambiente diventi un tema centrale dell’agenda politica del nostro paese, nella convinzione però che la sua salvaguardia sia un obiettivo raggiungibile anche attraverso piccole azioni quotidiane intraprese da molti (80%).

IL RUOLO DEL PACKAGING

In tutto questo anche la confezione ha un ruolo determinante: il 37% dei consumatori considera sostenibile un prodotto confezionato con materiali riciclati o a basso impatto ambientale. Tra i parametri di sostenibilità rientrano anche l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili in fase di produzione (31%) e la garanzia di un giusto reddito ai lavoratori (24%).
E questi valori si riflettono nelle vendite: a giugno 2019 il valore del carrello “green” italiano era di 6,9 miliardi di euro.

COSA MANCA

Il mercato continua a muoversi dunque nella direzione giusta. Ma c’è bisogno di fare ancora molto nella comunicazione con i consumatori e di lavorare sul fattore prezzo.

L’ultima survey realizzata da Nomisma per il XVI rapporto Marca 2020 Bologna Fiere, mostra come 7 fornitori su 10 abbiano già iniziato a ridurre gli imballaggi e un ulteriore 60% abbia introdotto confezioni 100% riciclabili.

Il 56% delle aziende ha inoltre sostituito il packaging in plastica su alcune linee di prodotto, ma il 30% dei prodotti di largo consumo confezionati presenta ancora oggi una confezione in plastica rigida e solo sul 4% è indicata la possibilità di riciclarli.

IL COSTO

Una cosa è certa: una comunicazione migliore aiuterebbe anche a rendere meno pesante la maggiore spesa che il packaging sostenibile richiede.

L’Osservatorio Nomisma evidenzia infatti come il 67% degli italiani non sia disposto a pagare un differenziale di prezzo per avere confezioni green. E questa discrepanza tra l’alta attenzione alla sostenibilità e una bassa propensione a spendere di più è in parte riconducibile alla mancanza di informazioni sulla sostenibilità delle confezioni.

Solo il 6% dei fornitori di imballaggi ritiene, infatti, che i consumatori abbiano a disposizione tutti gli elementi utili a valutare correttamente la sostenibilità del packaging. Al contrario, è il 29% a ritenere che le informazioni fornite siano del tutto insufficienti.

Per guidare il consumatore sono fondamentali due attività:

  • studi LCA (life cycle assestment) in grado di misurare in modo chiaro quali packaging siano più sostenibili in relazione alle emissioni di CO2 equivalente in un ciclo di vita completo di generazione del prodotto;
  • l’individuazione delle modalità di comunicazione sulle confezioni chiare ma semplici, così da consentire una scelta consapevole da parte del consumatore anche in base alla reale sostenibilità del packaging.

PANDEMIA E AMBIENTE

Credit: GettyImages

L’attenzione al packaging, alla sua qualità e alle sue dimensioni è uno degli elementi su cui stanno lavorando sia l’industria sia la gdo.

Dopo la crescita dell’e-commerce nel periodo di lockdown per l’emergenza Covid-19, che ha interessato prevalentemente il settore food, i consumatori si sono abituati e continuano a richiedere alcune tipologie di packaging leggere e poco ingombranti anche per semplicità di manipolazione e trasferimento.

Questa leva sarà un ulteriore stimolo per andare più avanti nel percorso di sensibilizzazione iniziato nei mesi precedenti al deflagrare dell’epidemia. Un tema che va a braccetto con quello della sostenibilità ambientale: rispetto e tutela dell’ambiente, della salubrità dei luoghi in cui viviamo significa anche meno possibilità di sviluppo di virus letali.

Silvia Zucconi
contributor
Responsabile Market Intelligence Nomisma S.p.A. Expertise su osservatori, numeri, metodi e soluzioni per il monitoraggio della domanda per la valutazione di trasformazioni e impatti su brand, imprese, settori

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