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  • 10 Agosto 2020
  • Ultimo aggiornamento 3 Agosto 2020 10:35
  • Milano

Consumo di cibo: le nuove tendenze

L’ultimo rapporto Euromonitor International unisce paura del contagio, obbligo di distanziamento sociale, crisi economica e nuove routine e racconta il nuovo rapporto tra consumatori e spesa alimentare

Consumo di cibo: le nuove tendenze

C’è un settore economico su cui l’epidemia da Coronavirus non ha portato effetti catastrofici. È il settore alimentare, con un’attenzione particolare a quello dei cibi confezionati, che ha conosciuto un’impennata della domanda proprio in diretta conseguenza dell’epidemia.

I consumatori infatti hanno aumentato gli acquisti di questi beni e ne hanno fatto anche scorta proprio per il timore della diffusione del virus e per l’incertezza della durata della fase di lockdown.

I 4 CAMBIAMENTI

Ne parla in maniera molto approfondita l’ultimo rapporto di Euromonitor International “Covid19_ Effect on packaged food” che evidenzia 4 cambiamenti fondamentali nello stile di vita registrati finora in questi mesi di esplosione della pandemia.

  • Ristoranti, fast-food e spostamenti (viaggi di ogni tipo) hanno subito una ovvia battuta d’arresto in tutti i Paesi, influenzando il modo in cui i consumatori interagiscono e vivono i momenti di condivisione dei pasti: a casa e in preparazione autonoma.

  • Spazi professionali e personali si sono fusi in un unico ambiente, rendendo la vita virtuale una nuova realtà per molti consumatori, anche per i meno avvezzi all’uso della tecnologia per età o interessi.

  • Le vendite di alimenti di base sono aumentate sia online che offline con forme di razionamento: fino a 3 acquisti per ogni singolo articolo.

  • È cresciuta la domanda di integratori e di prodotti per l’igienizzazione generale, che hanno accompagnato la forte richiesta di disinfettanti per le mani e mascherine.

IL CONTENIMENTO DELLA SPESA

La paura dell’emergenza sanitaria ha anche reso meno sereno l’acquisto di cibo con consegna a domicilio nonostante applicazioni come Deliveroo, Uber Eats e (in Italia) Glovo abbiano continuato a funzionare.

Chi non è avvezzo alla cucina (soprattutto i giovani) ha preferito acquistare prodotti di base come pasta e conserve, alla ricerca di un equilibrio tra salute e costi contenuti.

La crisi economica che si sta affacciando insieme a quella sanitaria impone infatti un contenimento della spesa anche nel settore alimentare.
Ecco dunque che mettendo insieme nuova routine, restrizioni sociali, paura e crisi economica, secondo l’osservatorio di Euromonitor, i consumatori continueranno a consumare i pasti a casa per ridurre i costi. E in questo contesto, i piatti pronti e gli alimenti di base andranno per la maggiore.

IL BOOM DELL’ECOMMERCE ALIMENTARE

Dal punto di vista del canale, l’e-commerce alimentare ha ricevuto un enorme impulso in queste settimane, con gli operatori che hanno segnalato un aumento massiccio della domanda.

I governi ne hanno incoraggiato l’uso e i consumatori lo hanno utilizzato per procurarsi il cibo mantenendo la distanza sociale oltre che per assicurarsi la spesa desiderata e non affrontare scaffali vuoti. L’impennata ha fatto sì che per molti operatori la domanda sia stata superiore all’offerta con un “effetto frustrazione” molto forte per chi non ha potuto usufruire del servizio.

Secondo il rapporto di Euromonitor i rivenditori si aspettano che il passaggio all’online continuerà anche dopo l’abolizione delle restrizioni. La necessità di mantenere il distanziamento sociale e la possibilità di comprare a sconto spingeranno questa esigenza.

Negli Stati Uniti, ad esempio, Amazon sta assumendo altre 100.000 persone per ampliare la rete di distribuzione.

LE PREVISIONI

Cosa aspettarsi dunque ora per il settore dell’alimentazione? Sono tre gli scenari ad oggi ipotizzabili.

  • Impatto a breve termine: i consumatori aumenteranno gli acquisti al dettaglio e online di generi alimentari. Le catene di fornitura di beni saranno però sotto pressione a causa della chiusura delle frontiere e la forza lavoro si ridurrà a causa di infezioni e autoisolamento. A partire dai lavoratori agricoli.

  • Impatto a medio termine: l ‘impennata del commercio elettronico di generi alimentari reggerà mentre continua il distanziamento sociale. L’acquisto di cibo per cucinare e di pasti pronti a casa continuerà ad avere la priorità sui ristoranti, anche quando potranno riaprire.

  • Impatto a lungo termine (dal 2021 in poi): il post COVID-19 vedrà una riduzione del potere d’acquisto dei consumatori e le scelte alimentari saranno caratterizzate da opzioni a basso costo che vedranno nei discount i principali beneficiari. I consumatori spenderanno meno soldi per mangiare fuori e le offerte a prezzi accessibili rimarranno popolari. Il movimento verso la spesa online sarà stato avviato e molti faranno acquisti in questo modo.
Ilaria Molinari
administrator
Giornalista, digital addicted, lavora sui contenuti per dare qualità ai prodotti editoriali che segue. Perché oggi più che mai la qualità di ciò che si racconta fa la differenza

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