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  • 10 Agosto 2020
  • Ultimo aggiornamento 3 Agosto 2020 10:35
  • Milano

Consumatori e mondo digitale: cosa sta cambiando con il Covid-19

Una recente analisi di Gfk mostra come durante il lockdown in Italia sia cresciuto dell’11% il tempo dedicato al digitale soprattutto verso i settori della gdo, della pubblica amministrazione e della cucina

Consumatori e mondo digitale: cosa sta cambiando con il Covid-19

Il New York Times ha ospitato il 28 aprile un’intervista a Thomas Philippon, professore di finanza della New York University, che ha dichiarato: “Le aziende che hanno reso meglio in questo periodo di crisi dovuto all’epidemia di Coronavirus sono le stesse che hanno i modelli di business più adatti a resistere, perché possono fare tutto online”. E saranno proprio queste società a uscire dalla crisi ancora più rafforzate.

Il riferimento è a colossi americani come Google, Facebook, Amazon, Apple, Microsoft che non potranno che uscire più solidi da questa crisi, che sembra tagliata su misura per dare una spinta ulteriore ai loro business.

LE NUOVE ESIGENZE

Amazon si rafforzerà, perché le consegne a domicilio saranno sempre di più e sempre più differenziate: oltre agli ambiti già attivi si aggiungeranno quelli dei negozi di abbigliamento (dove la gente non vorrà entrare per maggior paura di contagio) ma anche dei piccoli negozi di prossimità di ogni tipo che soffriranno molto dal distanziamento sociale e saranno costretti a lavorare con consegne online. Chi avrà le forze per farlo, non avrà scelta.

Per Microsoft e Apple, per motivi diversi ma facilmente comprensibili, sarà lo stesso: lo smart working, la scuola a distanza, la maggiore presenza delle persone in casa non potrà che incentivare l’uso di pc e di tablet (meno quello degli smartphone per i quali sarà attivo più un mercato di sostituzione), oltre che rafforzare la vendita dei servizi di cloud e di videogames il cui boom è già stato acclarato.

E poi ci sono i social media a cui tutti, ancora di più in questo periodo di crisi, hanno attaccato le loro vite e le loro speranze.

L'ANALISI DI GFK

Questa analisi conferma quanto indicato anche da altri diversi studi: la vita dei cittadini del mondo dal Covid-19 in poi, sarà sempre più tecnologica e sempre più legata alla comunicazione, ai social media e a tutto quello che avviene via streaming. Anche in Italia. Con conseguenze dirette sulle abitudini e sulle scelte e priorità di consumo.

Nell’ambito del monitoraggio settimanale che la società di ricerche e analisi Gfk fa per analizzare gli effetti del Coronavirus sui mercati, sui consumatori e sui media, emergono dati che vanno proprio in questa direzione: durante il lockdown, tra il 21 febbraio e il 12 aprile, è cresciuta dell’11% la quota di tempo dedicata dagli italiani a tutto ciò che riguarda la vita digitale, da casa, in isolamento che ha interessato ambiti diversi a seconda dei gruppi sociali.

L'ATTIVISMO DEI BABY BOOMERS

Credit: GettyImages

La crescita più forte ha riguardato proprio i Baby Boomers (nati tra il 1946 e il 1964, +16%) seguiti dalla Generazione X (nati tra il 1965 e il 1979, +14%), che probabilmente prima del lockdown utilizzava meno di frequente questi strumenti digitali e che si è dovuta attrezzare per comunicare a distanza, per necessità legate allo smart working o al mantenimento delle relazioni sociali.

Nelle generazioni più giovani, già abituate a dedicare molto tempo a questi aspetti della vita digitale, l’incremento è stato più ridotto: +9% per i Millennials (nati tra il 1980 e il 2000) e +3% per la Generazione Z (i nativi digitali nati tra il 1990 e il 2010).

GDO, CUCINA, PA e NO PROFIT

Considerando il totale del tempo dedicato al digitale, spiegano gli analisti di Gfk, la Generazione Z durante il lockdown sta dedicando più tempo del solito al Fitness, alla gdo (incluso il fare la spesa) e a tutto quello che riguarda la cucina.

Quest’ultimo ambito è anche quello preferito dai Millennials in quarantena, seguito dalla gdo e dall’informazione quotidiana.

Anche per la Generazione X l’incremento più significativo di tempo nella sfera digitale ha riguardato la cucina, ma al secondo posto troviamo gli strumenti digitali della Pubblica Amministrazione (PA online) e al terzo la gdo.

Ancora diversa la classifica per i Baby Boomers, che hanno incrementato soprattutto il tempo online dedicato alla gdo, seguito dalla PA online e dal settore No Profit.

In questa ultima categoria rientrano anche tutte le iniziative legate a donazioni, raccolte fondi e volontariato, per le quali gli italiani più maturi hanno intrapreso diverse iniziative sfruttando gli strumenti digitali.

IL FUTURO DIGITALE

Ecco dunque che l’attenzione del mondo dei consumi e dei servizi per i consumatori dovrà obbligatoriamente continuare a rivolgersi al settore dell’e-commerce e dell’alta digitalizzazione. Gli ultimi dati Nielsen confermano che solo per le vendite dei prodotti di largo consumo la crescita di questo canale procedeva a ritmi a tre cifre di settimana in settimana (solo tra il 6 e il 12 aprile aveva registrato il +178,1%).

E, come l’America ci insegna e soprattutto anticipa, non potrà che essere ancora così nei mesi a venire.

Ilaria Molinari
administrator
Giornalista, digital addicted, lavora sui contenuti per dare qualità ai prodotti editoriali che segue. Perché oggi più che mai la qualità di ciò che si racconta fa la differenza

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