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  • 6 Agosto 2020
  • Ultimo aggiornamento 3 Agosto 2020 10:35
  • Milano

Credito al consumo, è arrivato l’impatto del lockdown

L’Osservatorio sul credito al dettaglio Assofin-Crif-Prometeia registra il calo dei primi quattro mesi del 2020 dovuto al blocco delle attività per il Covid-19. Prevista una ripresa già nel 2021

Credito al consumo, è arrivato l’impatto del lockdown

L’attesa è tutta per il 2021 quando, dopo le difficoltà del 2020 dovute all’impatto della pandemia da Covid-19, i flussi di credito alle famiglie riprenderanno a crescere, anche grazie alla ripresa del quadro macroeconomico. La previsione è suggerita dall’ultima edizione dell’Osservatorio sul credito al dettaglio Assofin-CRIF-Prometeia che rimanda al prossimo anno per le buone notizie.

Dopo un 2019 positivo, era infatti plausibile che i flussi di credito al consumo nel 2020 potessero registrare un rallentamento.

Ma la diffusione della pandemia, a partire dal mese di marzo, ha fortemente condizionato sia la domanda sia l’operatività degli istituti eroganti soprattutto per i prestiti personali e i finanziamenti finalizzati per l’acquisto di auto e di arredamento.

Più contenuto, invece, il calo per i prestiti per l’acquisto di elettronica di consumo e per le carte di credito anche rateali per il maggiore ricorso, nel periodo di isolamento forzato, ai pagamenti digitali.

I NUMERI

Nel corso del 2019 le erogazioni di credito al consumo erano cresciute al ritmo dell’anno precedente (+5,9% rispetto al 2018). E le aspettative sono di una graduale ripresa a partire dal 2021.

Nei primi quattro mesi del 2020, tuttavia, i flussi erogati hanno registrato una riduzione del 28% circa rispetto allo stesso periodo di un anno prima: la sostanziale tenuta di gennaio e febbraio è stata ampiamente superata dalla forte contrazione di marzo e aprile, legata agli effetti del lockdown che ha paralizzato ogni tipo di attività e della pandemia da Covid-19 sugli stili di consumo delle famiglie.

Ha pesato soprattutto la contrazione nell’acquisto di autoveicoli, dei beni destinati alla casa e alla cura della persona, a seguito delle chiusure degli esercizi commerciali e del ridimensionamento dei progetti delle famiglie, condizionate dall’incertezza sul futuro e dalle preoccupazioni economiche.

I SETTORI

Credit: GettyImages

A soffrire di più, infatti, sono stati i finanziamenti finalizzati all’acquisto di auto e moto (-39% circa nei primi quattro mesi del 2020) anche per la chiusura dei concessionari, e i prestiti personali, che scontano anche le limitazioni alle aperture degli sportelli degli istituti eroganti (-32%).

Seguono gli altri finanziamenti finalizzati (arredo, elettronica ed elettrodomestici, energie rinnovabili), che dopo aver trainato il mercato del credito al consumo nel 2019 fanno registrare un calo del 28,5%.

All’interno di tale categoria soffrono di più i finanziamenti destinati all’arredamento, mentre hanno resistito meglio quelli destinati all’elettronica di consumo, grazie all’e-commerce e alla grande richiesta di prodotti informatici di cui si sono dotate le famiglie per adeguarsi alle maggiori esigenze di digitalizzazione.

Meglio anche i finanziamenti destinati agli acquisti di impianti “green” e di beni per l’efficientamento energetico della casa, che hanno beneficiato anche della proroga delle agevolazioni fiscali e degli investimenti del settore per promuovere iniziative che possano favorire la diffusione di consumi “eco-virtuosi”.

CESSIONI DEL QUINTO E CARTE RATEALI

I flussi dei finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione mostrano una discesa più contenuta rispetto alle altre tipologie di prestiti (-17,2%) a causa dei tempi più lunghi di evasione delle pratiche e, in alcuni casi, anche delle tecnologie messe a disposizione dalla rete di agenti in attività finanziaria che ha potuto seguire la clientela anche nei mesi del lockdown.

Infine, anche le erogazioni di carte rateali mostrano nei primi quattro mesi del 2020 un calo meno pronunciato rispetto ad altri prodotti (-16,4%), come conseguenza del maggior ricorso ai pagamenti digitali, intensificatosi durante il lockdown sia per motivi igienici sia per il più intenso utilizzo dell’e-commerce.

Simone Capecchi
contributor
Laureato in Scienze Politiche, è entrato in CRIF nel 1996 dopo significative esperienze maturate all’interno di società operanti nel settore delle soluzioni di supporto decisionale per il credito retail. Dopo aver ricoperto il ruolo di business consultant, nel 2001 è stato nominato Sales & Marketing Director di CRIF – S&M Finance. Dal 2015 ricopre in CRIF il ruolo di Executive Director.

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