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  • 29 Ottobre 2020
  • Ultimo aggiornamento 24 Agosto 2020 09:03
  • Milano

Frodi creditizie: un fenomeno che cresce ma che possiamo contrastare

Secondo l'Osservatorio realizzato da CRIF-MisterCredit nel 2019 i casi sono stati il 19,7% in più. Ecco come si muovono i truffatori e quali profili preferiscono "rubare"

Frodi creditizie: un fenomeno che cresce ma che possiamo contrastare

L’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sulle Frodi Creditizie e i furti di identità realizzato da CRIF-MisterCredit evidenzia che nel 2019 in Italia i casi rilevati siano stati oltre 32.300 per un danno stimato che supera i 150 milioni di Euro.

Con quasi 90 casi al giorno le frodi creditizie continuano infatti a rappresentare un pericolo, anche perché la loro evoluzione è continua e veloce.

Rispetto all’anno precedente il loro numero risulta in ulteriore crescita del +19,7% ma al contempo è diminuito l’importo medio (-5,9%), attestatosi a circa 4.650 euro, a dimostrazione che le organizzazioni criminali ormai non disdegnano nemmeno le operazioni fraudolente su beni di importo più contenuto.

Nei primi mesi dell’anno, inoltre, questo fenomeno criminale è ulteriormente aumentato del 5% prima che il lockdown disposto dal Governo attenuasse la dinamica nel successivo bimestre (-12,8%), in virtù della drastica riduzione degli spostamenti delle persone e la temporanea chiusura della quasi totalità degli esercizi commerciali.

COSA PREFERISCONO I TRUFFATORI

I truffatori preferiscono nell’ordine:

  • i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi come, ad esempio, auto, moto, articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, che rappresentano la metà del totale e presentano un importo medio pari a 5.500 euro.

  • le carte di credito: rappresentano il 30,7% del totale dei casi e si prevede che la dinamica continui ad accentuarsi durante l’anno per il grande sviluppo che sta avendo l’e-commerce. 

  • i prestiti personali, che pesano per il 9,2% del totale ma, soprattutto, vedono crescere del +88% il valore economico delle perdite stimate.

Più nel dettaglio dei beni e servizi acquistati con un finanziamento ottenuto in modo fraudolento, quasi un terzo ha per oggetto elettrodomestici ma una quota significativa riguarda anche i comparti auto-moto (11,8% del totale), elettronica, informatica e telefonia (8,6%) e arredamento (8,4%).

L'IDENTIKIT DEL TRUFFATO

Relativamente all’importo dei finanziamenti ottenuti in modo fraudolento, se la media complessiva risulta pari a circa 4.650 euro, nel 21,3% dei casi il valore risulta compreso tra 1.550 e 3.000 euro, mentre nel 20,3% è inferiore ai 1.500%. Nel 18,1% dei casi, però, supera i 10.000 euro.

Dall’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio CRIF – Mister Credit emerge che, ancora una volta, la maggioranza delle vittime sono uomini (61,2% dei casi) mentre la fascia di età più colpita è quella degli under 30, con il 23,8% del totale. Seguono la classe compresa tra i 41 e 50 anni, con il 23%, e quella tra 31 e 40 anni, con il 21,2%.

Riguardo la regione di residenza, la ripartizione dei casi mostra una maggiore incidenza del fenomeno in Campania (che con quasi 5.000 casi vanta un peso del 14,5% sul totale), in Lombardia (12,6%), in Sicilia (11,5%) e Lazio (10,8%). L’incremento più consistente, però, si registra in Molise (+59,8%), in Umbria (+25,9%), Basilicata (+16,0%) e Sicilia (+13,1%).

COME SI MUOVONO I TRUFFATORI

Analizzando gli alert sui documenti identificativi segnalati sui servizi di prevenzione frodi gestiti da CRIF (e le banche dati SCIPAFI), emerge che:

  • nell’81,7% dei casi i frodatori hanno utilizzato una carta di identità falsa o contraffatta; nel 16,1% dei casi una patente; nell’1,8% un passaporto e nello 0,3% un permesso di soggiorno.

  • Per lo più si tratta di documenti appartenenti a soggetti realmente esistenti e solo in percentuali minori non riconducibili a nessuno (1,5% per le carte d’identità, 4,4% per le patenti, il 21,6% per i passaporti, lo 0,2% per i codici fiscali).

  • Se da un lato il 53,1% dei casi di truffa viene scoperto entro 6 mesi, dall’altro lato continuano ad emergere frodi commesse anche fino a cinque anni prima. Queste ultime, in particolare, rappresentano il 14,1% del totale e risultano in costante crescita.

COSA FARE PER DIFENDERSI

È dunque un fenomeno verso il quale è necessario continuare a non abbassare la guardia. Quello che è però importante è capire che spesso la vulnerabilità alle frodi è accresciuta da comportamenti a rischio delle vittime, ad esempio con la disinvolta pubblicazione sul web e sui social di dati anagrafici e identificativi o informazioni personali che possono essere utilizzate dalle organizzazioni criminali per ricostruire false identità.

Per questo è indispensabile che i consumatori pongano la massima attenzione per proteggere adeguatamente la propria identità digitale, attivino un sms di allerta per controllare le transazioni con la carta di credito e sistemi che avvisano tempestivamente nel caso i dati personali vengono utilizzati per chiedere un finanziamento o se stanno indebitamente circolando sul web.

Beatrice Rubini
contributor
Beatrice Rubini dirige dal 2006 la divisione di CRIF dedicata ai servizi ai privati, che include da un lato la linea di servizi a valore aggiunto Mister Credit e dall’altro la gestione delle istanze dei consumatori. Beatrice era entrata nell’area di Credit Bureau Services di CRIF nel 1997, nell’ambito della quale si è occupata di coordinare alcuni gruppi di lavoro sul tema della prevenzione delle frodi. Laureata in Economia presso l’Universita’ di Bologna, prima di entrare nel gruppo CRIF ha lavorato per SOPAF

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