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  • 29 Ottobre 2020
  • Ultimo aggiornamento 24 Agosto 2020 09:03
  • Milano

10 trend tech per seguire le esigenze dei consumatori

Dalla virtual experience allo shopstreaming, dagli assistenti virtuali all’attenzione alla gestione degli spazi. Cosa serve ora per mantenere un’unione tra brand e consumatori

10 trend tech per seguire le esigenze dei consumatori

È ormai un dato di fatto. L’emergenza sanitaria e il lockdown hanno modificato le abitudini di consumo di molti italiani: dal “quanto” spendono al “come” spendono al “per cosa” spendono.

Quello che ancora non è chiaro è se quanto sta emergendo in queste settimane diventerà una prassi consolidata anche in futuro o se si tratta di una risposta momentanea a uno stimolo esterno.

La società di consulenza TrendWatching, nella sua ricerca “Where Next? 10 Cross-industry trend that are accelerating by the COVID-crisis”, ha individuato dieci trend emergenti che stavano cominciando a prendere piede già prima della pandemia e che orienteranno sempre più il mercato dei consumi post-Coronavirus.

Sono trend che rispondono all’esigenza di cambiare rotta per andare incontro alle nuove esigenze dei consumatori alle prese con una doppia difficoltà: la crisi sanitaria e quella economica che ha già ridotto i consumi e abbassato il livello di fiducia verso il futuro.

1. LA VIRTUAL EXPERIENCE ECONOMY

Già da tempo i consumatori nel loro acquisto cercavano una “esperienza” che non si esaurisse nel momento dell’acquisto, ma che fosse in grado di farli diventare protagonisti e lasciare un segno emozionale di lungo periodo.

La digitalizzazione e l’uso dei social network consentono di intrecciare l’esperienza reale a quella virtuale, per esempio attraverso l’uso della cosiddetta “realtà aumentata” e delle “tecnologie immersive”. 
Questo trend ha visto un’ampia diffusione durante il lockdown, quando per esempio diversi musei hanno offerto la possibilità di visitare virtualmente le proprie mostre. E aumenterà in futuro.

2. LO SHOPSTREAMING

Ma non solo. La facoltà di immergersi da remoto nell’esperienza di acquisto è stata richiesta anche per le spese più quotidiane e non solo per il tempo libero. In una sorta di evoluzione delle televendite, lo shopstreaming altro non è che la compravendita di prodotti durante dirette streaming condotte su social, app o altre piattaforme dedicate.

I prodotti vengono mostrati e utilizzati dal vivo, spesso da influencer del settore che si rivolgono alla propria fanbase. La componente della fiducia è quindi, in questo caso, centrale.

3. LO STATUS SYMBOL VIRTUALE

Ma non sarà solo il possesso di un bene fisico a determinare lo status symbol del proprietario: si sta progressivamente affermando la convinzione che anche certi beni virtuali possano contribuire a creare una realtà digitale parallela in cui lo status symbol abbia uguale importanza.

Il valore veicolato dai beni virtuali passa attraverso la propria posizione sui social media e il gaming, attività che le persone stanno incrementando in questo periodo e che brand di lusso e moda stanno cominciando a presidiare.

4. L'E-COMMERCE

Credit: GettyImages

Se la pandemia dovesse lasciare nei consumatori il bisogno di limitare i contatti fisici a lungo termine, il commercio automatizzato, già sperimentato da alcuni brand, potrà subire un’accelerazione.

Questo approccio commerciale portato all’estremo prevede l’utilizzo di robot e macchine in grado di consegnare il prodotto direttamente al cliente (per esempio attraverso auto senza conducente). Per ora una sua buona evoluzione si traduce nel “click&collect” (comprare online e ritirare in negozio) che sta prendendo piede in molte città italiane.

5. GLI ASSISTENTI VIRTUALI

Il distanziamento sociale e la costrizione a vivere di più la casa, potrebbe portare a un maggior utilizzo degli assistenti virtuali, la cui diffusione è oggi limitata.

Tuttavia una volta che i consumatori si saranno abituati a questa novità, aumenteranno le loro aspettative in termini di qualità e cercheranno una sempre maggior “umanizzazione” delle macchine. Gli assistenti virtuali dovranno così evolvere la loro capacità di interagire, intrattenere, apprendere, o magari addirittura educare e guarire.

6. GLI AMBIENTI WELNESS

La cura degli ambienti fisici diventerà più necessaria e urgente nel mondo post Coronavirus perché le persone presteranno maggior attenzione all’igiene, alla sicurezza sanitaria e al benessere.

7. LA PREVENZIONE DEL BURNOUT

Oltre alla sicurezza sanitaria i consumatori cercheranno nei brand anche un certo livello d’attenzione al loro benessere psicologico. Questo bisogno si è fatto più forte in un momento delicato come quello attuale, in cui l’emergenza sanitaria si aggiunge alla depressione economica, alle ineguaglianze e alla competizione sociale.

8. L'APPRENDIMENTO VIRTUALE

Il potenziale educativo fornito dalla tecnologia digitale è esploso in particolare in questi mesi di lockdown, in cui le persone hanno potuto sfruttare il tempo libero per apprendere qualcosa di nuovo cercando informazioni e approfondimenti sul web. Sta emergendo quindi la necessità di passare tempo “di qualità” in Rete, con il conseguente bisogno di figure di riferimento qualificate che possano offrire contenuti interessanti e di valore.

9. IL SUPPORTO QUOTIDIANO

Durante la quarantena molte persone hanno scelto di dedicarsi ad attività precedentemente demandate a terzi (per esempio arredare casa o aggiustare oggetti o auto). Alcuni torneranno alle vecchie abitudini, mentre altri sceglieranno, per piacere o necessità, di mantenere la propria autonomia e apprezzeranno allora i brand capaci di dispensare consigli pratici per affrontare i piccoli problemi quotidiani.

10. SOLUZIONI OPEN SOURCE

La collaborazione e l’impegno verso la comunità si stanno affermando come elementi imprescindibili nelle strategie aziendali. I consumatori dimostrano di apprezzare particolarmente i brand pronti a cercare soluzioni innovative o dare il loro contributo per risolvere problematiche diffuse.

Francesca Parodi
contributor
Giornalista pubblicista con esperienze a Il Foglio, Tempi e Business Insider Italia, è journalist in Lob Pr+Content

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