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  • 11 Novembre 2019
  • Ultimo aggiornamento 7 Novembre 2019 12:55
  • Milano

Prestiti, tassi in discesa grazie alla BCE

Il Taeg medio è sceso sotto il 10%, fino al 6,15% per le domande online. In calo anche importi e durata richiesta. Casa e automobile (usata) le motivazioni principali

Prestiti, tassi in discesa grazie alla BCE

I tassi di interesse dei prestiti continuano a rimanere su livelli inferiori al 10%, al di sotto delle medie degli ultimi dieci anni.

La politica espansiva della Banca centrale europea e l’orizzonte ancora lontano di un rialzo dei tassi di interesse, fa bene al mercato del credito al consumo (e ai portafogli degli italiani che chiedono un finanziamento).
L’ultimo osservatorio di PrestitiOnline.it lo dimostra rilevando come nei primi tre mesi del 2019 il Taeg medio (Tasso annuo effettivo globale) si sia attestato al 9,95% per i crediti personali e al 9,24% per quelli finalizzati. Al di sotto dunque del 10% che, in media, ha caratterizzato lo scorso anno. Senza contare che, se ottenuti online, i numeri migliorano ulteriormente con il Taeg che scende in media al 6,15%.

CASA e AUTO

L’osservatorio parte dal presupposto che (in linea con gli anni precedenti) anche nei primi sei mesi del 2019 le famiglie italiane abbiano deciso di indebitarsi nel 36% di casi per la casa di proprietà (20,6% ristrutturazione e 15,5% arredamento) e nel 27% dei casi per l’acquisto di un’auto usata (19,8%) o nuova (7,2%).

Quest’ultimo dato è interessante: evidenzia un forte calo delle vendite di nuove macchine, sostituite dal sempre più in voga “noleggio di lungo termine” oppure dall’usato, le cui quote sono aumentate nel corso degli ultimi sei mesi.

Un ulteriore 14,8% delle domande ha come finalità ottenere liquidità, mentre il restante 20% circa è diluito tra spese mediche, viaggi, matrimoni, hobby vari.

In quanto a importi, scende quello medio passato dai 15.457 euro del 2009 agli 11.251 euro di giugno del 2019.

Aumentano un po’, di semestre in semestre, le domande per le fasce comprese tra 5 e 10 mila euro (dal 27,6% al 29%) e quelle tra 2.500 e 5 mila euro (dal 25,8% al 28,5%) avvicinandosi più ai valori registrati mediamente nelle seconde metà dell’anno.

Rimangono stabili le richieste per le cifre comprese tra 10 e 15 mila euro mentre diminuiscono quelle da 15 mila euro in su.

IL CONTRATTO FA LA DIFFERENZA...

Poche novità sulla provenienza geografica delle domande che resta per lo più costante in una spartizione maggioritaria al nord (43,3%), seguita dal Sud e Isole (35,8%) e dal centro (20,9%) con la stragrande maggioranza dei richiedenti che sono lavoratori con contratti a tempo indeterminato (il 76%).

Un fattore questo centrale anche perché sul totale dell’erogato effettivo pesa molto: le operazioni concluse, infatti, hanno nell’86% dei casi come destinatario un assunto a tempo indeterminato.

.... E ANCHE IL REDDITO

Sebbene la richiesta di finanziamenti venga per lo più da persone che dichiarano un reddito tra 10 e 20 mila euro (45,3%) o tra 20 e 30 mila euro (39%), l’erogazione effettiva avviene soprattutto a favore di questo secondo gruppo (50,2%). Dunque oltre al contratto a tempo indeterminato a essere favorito è anche un reddito medio che esclude parzialmente le fasce di reddito più in difficoltà.

Se invece si guarda alla durata del finanziamento, la domanda è sempre più a breve termine.

Il 62% delle richieste si concentra sulle scadenze a 5 anni che provengono soprattutto da persone di età compresa tra 36 e 55 anni (il 60% circa del totale), e in misura di gran lunga inferiore (20,2%) dai più giovani (26-35 anni) e dagli over 56 (16,5%).

Ilaria Molinari
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Giornalista, digital addicted, lavora sui contenuti per dare qualità ai prodotti editoriali che segue. Perché oggi più che mai la qualità di ciò che si racconta fa la differenza

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