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  • 30 Novembre 2020
  • Ultimo aggiornamento 24 Agosto 2020 09:03
  • Milano

Natale 2019: la spesa degli italiani

Secondo Confcommercio i consumi ammonteranno a 29 miliardi di euro, il 14,7% i più del 2018. Un leggero ottimismo, seppur con parsimonia

Natale 2019: la spesa degli italiani

A Natale gli italiani saranno cauti e parsimoniosi. Ma spenderanno, un po’ di più rispetto allo scorso anno. È il quadro che emerge dal confronto di due rapporti, diversi tra loro ma concordi nelle considerazioni finali.

UN NATALE PIÙ SERENO

Il primo è quello dell’Ufficio Studi di Confcommercio su Andamento dei consumi, ammontare delle tredicesime e spesa per i regali di Natale che sottolinea come nonostante l’aumento della quota delle tredicesime disponibile per i consumi quest’anno (35,7 miliardi contro i 35 dello scorso anno), la spesa media pro capite per i regali di Natale non cambierà tra il 2018 e il 2019 fermandosi a quota 169 euro.

Cala, invece, la percentuale degli italiani che prevedono un Natale dimesso (68,7% contro 70%), mentre aumenta quella di chi effettuerà regali (86,9% contro 86,3) e in totale la spesa di questo periodo sarà pari a 29,1 miliardi, il 14,7% in più dello scorso anno.

ITALIANI TOP SPENDER

Seppur in un contesto di cura delle spese, gli italiani si dimostrano comunque dei top spender in Europa.

Secondo la Deloitte Xmas Survey 2019 (che ha raccolto l’opinione di oltre 7.000 consumatori in 8 Paesi europei tra cui l’Italia, con l’obiettivo di monitorare le intenzioni di spesa per regali, prodotti alimentari, attività per il tempo libero e viaggi) il budget atteso delle famiglie italiane raggiunge i 549 euro a famiglia (+1,2% rispetto al 2018), posizionando l’Italia al terzo posto dei top spender per acquisti in Europa.

Prima ci sono solo Regno Unito e Spagna, in cui, per contro, le previsioni di acquisto sono in calo dal 2018: per il Regno Unito il budget passa da 646€ a 639€ a famiglia, mentre in Spagna la contrazione supera il 7% (da 600€ a 554€ a famiglia).

I TEMPI DEGLI ACQUISTI

Forse anche con l’idea di riuscire a risparmiare qualcosa in più, quest’anno (stando all’indagine di Deloitte,) solo 1 italiano su 5 aspetterà l’ultima settimana prima di Natale per effettuare i consumi natalizi. È il 7% in meno del 2018.

Un terzo degli italiani, al contrario, ha concentrato le spese nelle prime due settimane di dicembre e durante il Black Friday: in Italia, il 22% del campione dichiara di spendere più della metà del budget disponibile durante questo evento (12% in Europa), una percentuale che sale al 93% se si guarda solo alla categoria dei millennials.

DOVE COMPRIAMO

Sempre secondo la Deloitte Xmas Survey 2019, ben 3 italiani su 4 effettueranno i propri acquisti ancora presso negozi fisici, anche se è in crescita la quota di italiani che ricorrerà ai canali digitali (+5% rispetto al 2018).

I tradizionali negozi locali (43%) sono la prima scelta dei consumatori, seguiti dalle catene specializzate (39%) e dai supermercati (37%), questi ultimi soprattutto per gli acquisti della categoria food & beverage.

COSA REGALIAMO

Ben il 40% della spesa del periodo natalizio sarà destinata ai regali, seguiti da cibo (28%), viaggi (19%) e festeggiamenti (11%).

Per il 2019, i libri rimangono il dono più ambito e al contempo più regalato dagli italiani, rispetto alle famiglie europee che opteranno alla soddisfazione del loro palato con il cioccolato.

Più attività esperienziali ed entertainment per i millennial, dove la quarta posizione dei regali più ambiti è occupata da abbonamenti a servizi di streaming online (es. Netflix, Infinity, Sky), mentre trattamenti benessere e accesso alle Spa sono le strenne di Natale più acquistate.

Quest’anno, gli accessori per smartphone conquistano la top 10 dei best seller per i regali a teenager scalando ben 15 posizioni rispetto a dodici mesi fa, mentre giochi e articoli per l’infanzia rimangono i più venduti per i piccoli, in linea con il 2018.

Ilaria Molinari
administrator
Giornalista, digital addicted, lavora sui contenuti per dare qualità ai prodotti editoriali che segue. Perché oggi più che mai la qualità di ciò che si racconta fa la differenza

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