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  • 6 Agosto 2020
  • Ultimo aggiornamento 3 Agosto 2020 10:35
  • Milano

Sovraindebitamento in Italia: un fenomeno in crescita

In 20 anni il debito degli italiani è raddoppiato e ci sarebbero circa 2 milioni di situazioni di fallimento famigliare. E la Legge ad hoc ha troppe lacune

Sovraindebitamento in Italia: un fenomeno in crescita

C’è un fenomeno sociale che da dieci anni a questa parte sta scavando inesorabilmente il tessuto sociale italiano: è il sovraindebitamento, quel momento in cui si crea uno stato di insolvenza a carico del consumatore, ovvero, quando le spese e gli obblighi economici da una parte, e le entrate dall’altra, diventano sperequati.

È così che il consumatore, con le sue risorse economiche, arriva a un punto in cui non riesce a far fronte agli obblighi che ha preso e si trova in grave difficoltà.

DI COSA STIAMO PARLANDO

A partire dal 2008, con la crisi economica e le conseguenti difficoltà di reperire un posto di lavoro oltre che alla perdita di quello acquisito, il fenomeno di richiesta di aiuto e intervento per gestire la situazione di sovraindebitamento è aumentato esponenzialmente.

I dati più recenti si riferiscono al 2018 quando, secondo il Fondo di prevenzione del sovraindebitamento e dell’usura gestito da Banca d’Italia, l’importo medio del debito in capo alle famiglie italiane sarebbe raddoppiato rispetto a 20 anni prima: dal 1998 ad oggi, escluso il mutuo fondiario, è passato da circa 13 mila a oltre 27 mila euro (per l’esattezza da 13.136,71 a 27.883,25 euro).

Allo stesso tempo, una ricerca dal titolo “Tra due grandi recessioni economiche. Il sovraindebitamento delle famiglie italiane” curata dal sociologo Maurizio Fiasco racconta come tra il 2007 e il 2017 il numero delle famiglie in sovraindebitamento irreversibile (praticamente fallite) sia passato in Italia da 1,27 milioni a 1,96 milioni circa: il 53,5% in più.

Sono numeri che, a prescindere dalla loro stretta attualità, ci raccontano di un fenomeno in costante crescita che richiama l’attenzione su un’urgenza sociale molto forte oggi in Italia.

CHI SONO I SOVRAINDEBITATI IN ITALIA

Sono due le situazioni più frequenti con cui anche in Federconsumatori ci si confronta maggiormente:

  • coloro che cercano di coprire le rate di finanziamenti già avviati e che non riescono più a sostenere, accedendo alla provvista di nuove linee di credito, soprattutto a uso rotativo, e con interessi molto alti, creando, in tal modo, la vera spirale del sovraindebitamento;

  • pensionati, genitori, nonni con un merito creditizio maggiore dei figli o dei nipoti ( spesso privi di lavoro o senza una storia creditizia) che fanno prestiti per figli che non hanno potuto accedere a un finanziamento o che hanno in corso finanziamenti non più sostenibili.

DOVE SI SBAGLIA

Il consumatore che si trova in una situazione di eccesso di debito generalmente sbaglia nella valutazione delle entrate rispetto agli impegni economici che sta assumendo; valutazione che dovrebbe tenere conto oltre che delle rate dei finanziamenti, anche delle spese necessarie di sostentamento (come il pagamento delle utenze e il mantenimento dei figli a scuola)

Spesso non ci si rende conto che le rate dei prestiti esauriranno le entrate mensili, lasciando poco o niente per la vita di tutti i giorni.

I DUE RISCHI MAGGIORI

Questo tipo di situazioni genera due grandi timori per il consumatore in difficoltà:

  • la paura di non riuscire a sostenere un piano di rientro in caso di imprevisti;

  • il timore di perdere la credibilità finanziaria finendo nelle banche date dei “cattivi pagatori” ; ciò significa non essere più considerato, anche un domani, come un soggetto a cui erogare del credito e, pertanto, accettare l’idea di non poter più accedere ad un prestito in caso di difficoltà.

IL RUOLO DEL CREDITO AL CONSUMO

È chiaro che è importantissimo che ci sia anche da parte di chi eroga i finanziamenti un’attività di consulenza, di corretta valutazione e guida al prestito.

Le società di credito al consumo hanno un ruolo fondamentale nella fase di spiegazione, educazione “ al consumo consapevole “ e valutazione, e devono sollecitare i clienti a utilizzare gli strumenti a disposizione che, senza essere vincolanti nell’esito, aiutano comunque a valutare la capacità di sostenere la rata del debito che si ha intenzione di contrarre.

Se tutto questo non avviene, in molti si trovano spesso nella condizione di dover chiedere dei piani di rientro anche per il pagamento delle bollette e si possono creare situazioni in cui un conguaglio inaspettato può essere un elemento di grande difficoltà. Per non parlare delle spese mediche.

UNA LEGGE A METÀ

La politica è intervenuta su questo fenomeno con la legge sul sovraindebitamento (Legge n. 3 del 27 gennaio 2012), un provvedimento ad hoc che prevede di creare una sponda per il consumatore che, con l’aiuto di tecnici appartenenti agli organismi di composizione della crisi e sotto la “supervisione” di un tribunale, può sperare di ottenere un abbattimento dei debiti, dopo un’attenta valutazione del suo profilo economico e creditizio.

È il giudice a valutare la situazione e a proporre ai soggetti l’abbattimento del debito secondo un piano di rientro equilibrato.

L’idea è indubbiamente buona ma la procedura è ancora utilizzata poco perché comporta dei costi e ha dei limiti. Questi i principali:

  • è necessario avvalersi dell’ausilio di un tecnico incaricato di gestire la procedura e si tratta comunque di una procedura in tribunale che prevede dei costi da sostenere.

  • Apre il tema della “meritevolezza” che il tribunale deve ravvisare necessariamente nella situazione del soggetto sovraindebitato. E questo è molto difficile che accada. Solo a volte, la responsabilità della situazione viene fatta ricadere sui soggetti eroganti giudicati non attenti nella valutazione della posizione creditizia del singolo. Ma sono casi che si verificano sempe meno frequentemente.
Antonella Nanna
contributor
Avvocato civilista dall’anno 2002, con abilitazione al patrocinio dinanzi alle Corte di Cassazione e alle Giurisdizioni superiori da maggio 2017. SI occupa di diritto dei consumatori dal 2005, con particolare riguardo alle controversie in materia bancaria e finanziaria. È Responsabile della Consulta Giuridica Nazionale di Federconsumatori , Responsabile della Consulta Giuridica Federconsumatori Lazio e membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione UNIREC – consumatori. La passione per il proprio lavoro e la tutela dei consumatori più svantaggiati caratterizzano la collaborazione ultradecennale con la Federconsumatori.

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