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  • 26 Ottobre 2020
  • Ultimo aggiornamento 24 Agosto 2020 09:03
  • Milano

Mobilità elettrica: cosa c’è nel futuro dei consumatori

Nessun passo indietro sugli investimenti nonostante il Covid-19. La strada è segnata e, seppur lentamente, passa per l’uso della e-mobility e per il concetto di mobility as a service

Mobilità elettrica: cosa c’è nel futuro dei consumatori

Prima dell’esplosione dell’epidemia di Covid-19 la direzione verso cui era rivolto il futuro della nostra economia e della nostra società era chiaro: ripensarsi nell’ottica di un’economia circolare, della sostenibilità e di nuovi modelli di consumo e di mobilità.

Quest’ultimo è un tema che, ancor di più oggi, resta fondamentale. Anche perché la prospettiva, a livello globale, è presto detta: entro il 2050 la popolazione mondiale conterà 10 miliardi di persone di cui il 70% vivrà in centri urbani.

È quindi indispensabile che le aree urbane diventino molto più efficienti da tutti i punti di vista: inclusività, ambiente, energia, gestione dei rifiuti, mobilità ecc.

NESSUN PASSO INDIETRO

Oggi, nei mesi del Covid-19, ci si interroga su eventuali passi indietro che questo particolare momento storico potrebbe portare andando a modificare comportamenti che stavano diventando ormai consolidati.

Guardiamo per esempio al settore delle auto elettriche.

  • Secondo molti osservatori il processo di elettrificazione dell’auto sarà addirittura arrestato dalla crisi economica dovuta alla pandemia mondiale di Coronavirus.
  • Si sostiene che l’auto elettrificata, costando di più dell’auto con tecnologia convenzionale, sia automaticamente tagliata fuori.
  • Alcuni osservatori paventano il rischio che la crisi che si sta abbattendo sull’automotive possa ridurre gli investimenti in innovazione e portare togliere limiti alle emissioni delle auto inquinanti.

Semmai sarà il contrario.

UN SETTORE IN CRESCITA

Nel crollo dei mercati dell’auto in tutta Europa, accanto agli evidenti e pesanti “segni meno” relativi alle vendite globali, c’è un solo “segno più” e riguarda proprio le auto elettriche ed elettrificate.

Nel 2020, mentre le immatricolazioni di auto in Italia tra gennaio e maggio scendevano del 50% (anno su anno) – con un arresto quasi totale a marzo e aprile – il segmento delle auto elettriche è cresciuto del 120%, ovviamente su numeri piccoli ma in netta controtendenza.

Tutto lascia quindi supporre che i pochi soldi che ci saranno durante la crisi economica saranno spesi per tecnologie che promettono di durare nel tempo.

COSA ACCADE NEL MONDO

Non solo: il mercato dei veicoli elettrici continua a crescere in tutto il mondo in modo costante.

Secondo l’ultimo rapporto dell’ICCT – International Council on Clean Transportation, nel 2018 i veicoli elettrici per il trasporto di persone hanno globalmente superato le 5 milioni di unità, con una quota di oltre 2 milioni di vendite annue.

Nel 2019 – evidenzia il report – la crescita è continuata con un andamento molto simile, con picchi che hanno raggiunto i 6 milioni di unità a maggio e i 7 milioni a novembre. I mercati chiave restano Cina, Europa, Stati Uniti e Giappone: insieme rappresentano oltre il 96% delle vendite.

La crescita in questi paesi è consolidata. E lo sta diventando anche da noi. Certo, per una parte della popolazione l’approccio all’elettrico può essere ancora la risposta a una moda. Ma non è per tutti così: in molti hanno maturato la consapevolezza che utilizzare un’auto elettrica sia più sostenibile.

LA QUESTIONE AMBIENTALE

C’è poi la questione ambientale, con la minaccia del cambiamento climatico che ci aspetta rabbiosa al ritorno alla normalità.

Credit: GettyImages

L’elettrificazione dell’auto è un’arma fondamentale in questa battaglia.

Per chi avesse ancora dubbi sulla direzione intrapresa a livello politico rispetto al futuro della mobilità su 4 ruote facciamo il punto sui paesi che hanno già deciso la data per il divieto di vendita di nuove auto diesel e benzina: dal 2025 in Norvegia e Paesi Bassi; dal 2030 in Germania, Svezia e India; dal 2032 in Scozia; dal 2040 in Francia, Italia, Spagna e Regno Unito; dal 2040 o oltre California e Cina.

Altri paesi al momento hanno fissato precisi obiettivi di vendita per le auto elettriche: Austria, Corea del Sud, Danimarca, Giappone, Portogallo e otto stati U.S.A.

L'ASPETTO PSICOLOGICO

Non ultimo, va considerato l’aspetto psicologico. Da una crisi si viene fuori rivolgendo lo sguardo al futuro. All’uscita dal tunnel ci saranno salti in avanti dal punto di vista tecnologico e poco spazio per prodotti retrogradi.

COSA MANCA

È chiaro che per rendere l’elettrico un fenomeno democratico, serve una serie di atti politici che lo rendano più accessibile di quanto non lo sia adesso.

Manca una “cultura” e una consapevolezza, anche solo per fare valutazioni esaustive sull’acquisto del veicolo. Per quanto il maggior prezzo iniziale sia uno scoglio da superare, anche con gli incentivi stabiliti dal governo, la conta dei risparmi che si hanno in termini di carburante e manutenzione, assicurazione e parcheggi porta in dieci anni o a un pareggio di spesa o, per le auto di fascia superiore, a un vantaggio economico.

IL BISOGNO DI UNA MESSA A SISTEMA

Credit: GettyImages

Il circolo virtuoso scatta nel momento in cui l’uso di queste auto inizierà a diventare più comune e a stimolare la curiosità e l’interesse di una platea sempre più ampia di interlocutori. A quel punto la percezione delle auto termiche – rumorose, maleodoranti e dannose per la salute – sarà associata ad una tecnologia del secolo scorso e invecchierà rapidamente a favore di auto pulite e silenziose.

La sensibilizzazione ovviamente è per tutti i mezzi di trasporto anche quelli più piccoli come le biciclette elettriche, i cargo bike, gli overboard, i monopattini elettrici.

Il sistema degli incentivi messo a punto dal Governo va bene, ma è necessario che tutto venga messo a sistema e che si creino dei veri e propri hub di interscambio per entrare e uscire dalle periferie verso la città e viceversa in un sistema integrato che dovrà coinvolgere tutta l’area urbana.

In questo la tecnologia può essere di grande aiuto così come l’intelligenza artificiale che consentirà anche al sistema di trasporto pubblico locale di espandersi, per esempio con mezzi a guida autonoma come già in sperimentazione a Merano e a Torino.

OFFERTA IN CRESCITA ESPONENZIALE

La domanda crea l’offerta ma è anche vero il contrario. Secondo un recente rapporto dell’organizzazione indipendente Transport&Environment (TE), già nel 2025 avremo una offerta di modelli totalmente elettrici molto più ampia e diversificata rispetto a quella ancora embrionale che conosciamo oggi (173 modelli contro i meno di 20 attuali).

E questi numeri non tengono conto dei marchi cinesi che arriveranno presto in Europa con modelli elettrici decisamente più interessanti e competitivi di quanto non sia avvenuto sino ad ora per le auto tradizionali.

Significativo anche il fatto che Faw, il più grande gruppo automobilistico cinese per il suo primo investimento fuori dai confini della Cina abbia scelto l’Italia (l’Emilia Romagna). Con Silk Ev, società specializzata nell’ingegneria e nel design di auto, Faw investirà in tempi ravvicinati 1 miliardo per la produzione di auto elettriche.

MOBILITY AS A SERVICE

Elettriche o termiche che siano, nelle aree urbane dovranno circolare sempre meno auto. Lo sviluppo dello smart working accelerato dalla pandemia darà un contributo importante.

Occorrerà inoltre passare dal concetto di mobilità come modo di spostarsi lungo un percorso da organizzare in prima persona, e gestendo singolarmente ogni passaggio, a un servizio omnicomprensivo da utilizzare al bisogno in modalità pay per use.

Si tratta di un servizio offerto tramite app che permette all’utente di pianificare il proprio viaggio su una piattaforma software che in automatico propone e permette di prenotare tutti i mezzi necessari, sia pubblici sia privati (treni, bus, taxi, car e bike sharing) per compiere il percorso.

Oltre naturalmente alla propria destinazione, a seconda delle opzioni proposte dalla applicazione, ogni persona può indicare preferenze sul mezzo da utilizzare. Sarà poi il tool a suggerire la combinazione più efficace e conveniente, integrando le diverse opportunità di movimento che un agglomerato urbano può offrire, dal sistema di trasporti pubblici a tutti i vari servizi che possono trovarsi nelle città.

Enrico Demaria
contributor
Appassionato di economia circolare e sviluppo sostenibile. Partner Sustenia: marketing sostenibile per la creazione di valore condiviso a beneficio della società, del territorio, dell’ambiente e di una sana e duratura crescita aziendale. Comunicazione e valorizzazione delle scelte sostenibili. Consulente Repower: energia rinnovabile, mobilità elettrica, efficientamento energetico.

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