Realize
  • 28 Novembre 2022
  • Ultimo aggiornamento 23 Novembre 2022 11:51
  • Milano

Giovani e sostenibilità: i progetti InVento Lab

Dalla matita indelebile da usare al posto delle penne in plastica alle spie che segnalano perdite di acqua per ridurne lo spreco fino al ridare vita a vestiti usati con l’economia circolare. Le start up dei giovani liceali che guardano a un mondo e a consumi sostenibili

Giovani e sostenibilità: i progetti InVento Lab

Affrontare il problema della produzione eccessiva di rifiuti in plastica nelle scuole realizzando un progetto che trasformi la propria scuola in un istituto “plastic free”. Capire che nella propria città si spreca troppa acqua a causa soprattutto delle perdite negli impianti e realizzare un progetto che porti alla riduzione dello spreco. Mettere a fuoco che nel fashion lo spreco è altissimo e proporre un tipo di rilavorazione degli abiti che parta dal dare nuova vita a quelli usati.

Questi sono solo tre degli obiettivi con cui sono nate le oltre 50 startup nell’ambito di InVento Lab e che nelle sue quattro edizioni ha coinvolto 18.600 studenti e 1.100 docenti in tutta Italia. Attraverso una Changemaker Competition, finora 52 classi di scuole superiori e 16 di scuole medie si sono sfidate a colpi di progetti per lo sviluppo sostenibile del territorio grazie al supporto di aziende BCorp. Al centro delle idee imprenditoriali da sviluppare, 14 sfide ambientali: dall’efficienza energetica al plastic free, dall’economia circolare alla spesa zero waste, dal consumo online sostenibile alla filiera corta alla moda sostenibile.

A supportare i ragazzi, oltre al corpo docente, personalità di spicco provenienti dal mondo dell’imprenditoria sostenibile, riuniti in un Board di consulenti e ambasciatori che dedicano tempo e mettono a disposizione le loro competenze per accrescere sempre di più il potenziale dei progetti e il loro impatto positivo, supportandoli da un punto di vista strategico secondo la logica del “think globally, act locally”. Dunque, chiarezza di obiettivi, praticità di intervento, vicinanza al proprio territorio.

LA FORMAZIONE

Credere in progetti come questo significa educare e formare cittadini che sono anche i consumatori del domani a una cultura della sostenibilità. Farlo è importante, per riuscire a far diventare quello del consumo sostenibile non più un’eccezione ma una prassi, non più un risultato di piani di comunicazione pluriennali, ma la normalità. Ed è necessario che questo tipo di diffusione culturale inizi sin da quando sono bambini con progetti che partano già dagli asili per proseguire poi fino alle università. Anche perché i più piccoli hanno già una predisposizione e una buona routine in materia di sostenibilità che trasferiscono in casa alle famiglie diventando loro stessi “educatori” degli adulti.

IL CONTATTO CON LE AZIENDE

Credit: GettyImages

La chiave del successo, che è poi anche il lavoro più complesso, è creare il contatto tra mondo delle aziende e scuole. Le prime lanciano la sfida sostenibile propria del loro business e le scuole rispondono con progetti che possono tradursi in prodotti specifici o in un piano di azione sul territorio. Non mancano casi di idee vincitrici della competizione che si sono poi effettivamente tradotte nella nascita di una srl, come Redivivus, nata nel 2019 sui banchi di scuola del liceo scientifico G.Marconi di Parma dove un gruppo di studenti ha sviluppato RediDrop, shampoo in monodose idrosolubile, senza involucro, per abbattere l’uso di plastica. Un progetto che ha poi trovato l’interesse di partner industriali.

L’EDIZIONE 2021

Il progetto che ha vinto l’edizione 2021 di InVento Lab come migliore start up è quello di Curien, una matita indelebile ecosostenibile sviluppata da una classe quarta del liceo scientifico Marie Curie di Tradate (Va). I ragazzi hanno lavorato sul problema della produzione di rifiuti in plastica nel contesto scolastico con l’obiettivo di avvicinarsi al plastic free. Hanno iniziato calcolando quante biro in plastica venissero consumate nella scuola e hanno cercato un’alternativa ispirandosi al mondo delle matite copiative. Hanno cercato materiali sostenibili al 100% e realizzato un prototipo di matita bio in legno indelebile che dunque non procura rifiuti in plastica.

Ma i progetti interessanti sono stati tantissimi. Come per esempio Waound ess (Water ground eco-sustainable-service) start-up sviluppata da una terza del liceo Torricelli di Milano che ha accettato la sfida di ridurre gli sprechi di acqua applicati al contesto domestico. Hanno condotto un’analisi per quantificare il problema nella città di Milano e hanno capito che al centro c’erano le rotture delle condutture. Hanno così progettato e realizzato più prototipi di fotocellule da posizionare in prossimità delle tubature e in grado di allertare il proprietario di casa e il fornitore di acqua in caso di perdita, lavorando così sul concetto della prevenzione del danno.

Con B-Life, invece, il liceo Quasimodo di Magenta (MI) si è visto aggiudicare il premio BePopular che viene non dalla giuria ufficiale della competizione, ma dalla giuria popolare, chiamata a votare una serie di progetti sulla base di una pubblicazione video sui social media di cui i ragazzi stessi hanno dovuto promuovere la raccolta voti. I ragazzi del liceo Quasimodo si sono posti l’obiettivo di risolvere il problema dell’impatto ambientale della produzione nel settore fashion ad alto tasso di spreco e hanno lavorato sull’economia circolare. Hanno creato un laboratorio in cui hanno raccolto capi scartati e gli hanno dato nuova vita con una cura molto attenta al design per poi rivenderli ai vecchi proprietari o aprire un canale di e-commerce per la vendita a terzi. Un progetto che è stato molto apprezzato.

Education and Communication Chief InVento Innovation Lab

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.