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  • 28 Novembre 2022
  • Ultimo aggiornamento 23 Novembre 2022 11:51
  • Milano

Le 5 parole chiave del consumatore

Omnicanalità, e-commerce, influencer, sostenibilità, realtà virtuale. Alcuni cambiamenti sono già realtà. Altri sono prossimi a concretizzarsi in veri mercati

Le 5 parole chiave del consumatore

Il mondo dei consumi e dei consumatori parla ormai da tempo un linguaggio nuovo. E oggi, a due anni dalla pandemia e nel pieno di un conflitto che potrebbe mettere seriamente in discussione equilibri geopolitici e anche economici, è sempre più urgente fare attenzione ai cambiamenti per capire come si muoverà il consumatore nel nuovo mondo che si sta disegnando sotto i nostri occhi. Quali saranno dunque le parole chiave che lo guideranno? Ne abbiamo identificate 5 principali.

Omnicanalità

Non è un più una questione di quanto i touch point digitali debbano far parte del customer journey del consumatore rispetto a quelli fisici. È scontato che l’esperienza di acquisto oggi parta dal mondo online, almeno nella stragrande maggioranza dei casi. Il cuore della questione oggi è diventata la capacità di far dialogare in modo perfettamente integrato e in un’ottica realmente omnicanale e non solo “multicanale” tutti i punti di accesso al prodotto e ai brand.

Ogni settore merceologico ha le sue peculiarità e un posizionamento diverso a seconda della tipologia del cliente. Ma non può esserci oggi assenza di contatto anche digitale. Anche perché, come dimostrano le parole che seguono, soprattutto le generazioni più giovani vanno in quella direzione raggiungendo anche mondi virtuali paralleli come quello del Metaverso.

E-commerce

sostenibilità
Credit: GettyImages

In Italia l’eCommerce b2c nel 2021 è tornato a crescere con un ritmo simile a quello pre-pandemia. Si è dunque spento il boom dovuto alle chiusure forzate durante le ondate di Covid-19 ma la crescita è continua e inarrestabile sia per i prodotti che hanno raggiunto i 30,5 miliardi di euro di valore scambiato (+18% rispetto al 2020), sia per i servizi che hanno raggiunto gli 8,9 miliardi di euro (+36%). Quest’ultimo settore, il più colpito nei mesi di pandemia, ha ripreso a crescere ma resta ancora lontano dai livelli del 2019 quando valeva 13,5 miliardi. I dati sono contenuti nell’Osservatorio eCommerce B2c della School of Management del Politecnico di Milano.

Fare previsioni per il 2022 non è semplice: tra gli osservatori che chi stima un trend discendente nei primi mesi dell’anno in ottica di stabilizzazione rispetto a quanto accaduto nel biennio di pandemia più acuta, per poi vivere una ripresa nella seconda parte dell’anno

Influencer

Secondo un recente studio di Boozle ben 6,7 giovanissimi su 10 si affidano agli influencer per le loro scelte di acquisto, a dimostrazione del fatto che i consumi sono diventati un processo sociale. Nelle loro scelte, i nati tra il 1995 e il 2010 che fanno parte della Generazione Z, non sono autonomi: il 67% di loro si affida alle indicazioni degli influencer che individuano sui social media, a partire da Instagram e TikTok.

Gli ultimi dati Upa (Utenti pubblicità associati, che raggruppa le maggiori realtà attive nella promozione pubblicitaria) lo confermano: nel 2021 la stima degli investimenti in influencer marketing in Italia parla di 272 milioni di euro, con una crescita del +12% rispetto al 2020. A ricorrere a questa leva sono ormai quasi tutti i settori: dal fashion alla cosmetica, dalla tecnologia all’automotive, fino al largo consumo. È un mercato, sostiene Upa, che rappresenta tra il 3 e il 4% degli investimenti pubblicitari.

Sostenibilità

Secondo l’ultimo report di Euomonitor International, il 67% dei consumatori nel 2021 ha cercato di assumere comportamenti a impatto positivo per l’ambiente. Allo stesso tempo, il 78% dei professionisti ritiene che il cambiamento climatico avrà un impatto sulla domanda dei consumatori, cambiando comportamenti, bisogni e preferenze e il 39% ha indicato che la sua azienda prevede già di investire in produzioni rispettose del clima.

I consumatori stanno diventando consapevoli e “l’eco-ansia” sta guidando l’attivismo ambientale e le conseguenti decisioni di acquisto. In molti riducono l’uso della plastica, tagliano i rifiuti alimentari e riciclano. E chiedono altrettanto, soprattutto in termini di trasparenza, ai brand. L’accessibilità economica resta però un ostacolo. Nel 2021, il 43% dei professionisti ha riferito che la mancanza di disponibilità dei consumatori a pagare di più per questi prodotti è una barriera significativa, che ostacola il business.

Metaverso

Per molti è ancora qualcosa che parla di un futuro troppo lontano. E in molti ancora si domandano se non si tratta di un altro “grande bluff” come quello di Second Life. Ma la realtà del Metaverso sta arrivando e coinvolgerà tutti i consumatori, almeno quelli più giovani che saranno poi il punto di riferimento del mercato futuro. Molti di loro ci sono già dentro. Il metaverso è infatti un universo digitale, parallelo a quello reale, fatto di realtà virtuale e realtà aumentata. Nel metaverso, ciascuno di noi può accedere con un visore 3D e vivere nel suo mondo virtuale creando un altro sé. Nasce su piattaforme ad hoc, alcune nate per i videogiochi e poi evolute. Tra le più famose Roblox che oggi ha 54 milioni di utenti, oppure Minecraft o anche The Sandbox o Decentraland dove è possibile incontrarsi, fare affari, acquisti, scambiarsi esperienze.

I giovanissimi sono già padroni di queste tecnologie innovative dato che le usano per le loro esperienze di gaming, sempre più diffuse e immersive. E molti brand stanno già entrando a piè pari in questi mondi virtuali proponendo i loro prodotti, per ora solo per “provarli” in modo virtuale. Presto per acquistarli.
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Articolo aggiornato il 17 marzo 2022

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Giornalista, digital addicted, lavora sui contenuti per dare qualità ai prodotti editoriali che segue. Perché oggi più che mai la qualità di ciò che si racconta fa la differenza

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