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  • 16 Ottobre 2019
  • Ultimo aggiornamento 15 Ottobre 2019 12:47
  • Milano

Mobile payment: il decollo dei pagamenti in prossimità

Valgono circa 530 milioni di euro di transato che potrebbe crescere nel 2021 fino a 10 miliardi

Mobile payment: il decollo dei pagamenti in prossimità

Nuovi bisogni, nuovi device, nuove piattaforme, nuove direttive europee, nuovi processi. È così che il mondo dei pagamenti per i consumatori si trova oggi al centro di una serie di cambiamenti che ineluttabilmente porteranno a una rivoluzione radicale nel giro di pochi anni.

Lo smartphone è lo strumento al centro di una rivoluzione da cui l’Italia non è stata ancora travolta sebbene sui servizi di Mobile Payment comincino ora a vedersi i primi risultati del lavoro iniziato qualche anno fa.

E sarà sempre più importante non solo nelle operazioni “a distanza” ma soprattutto per quelle “in prossimità”.

LE OPERAZIONI DA REMOTO: UN MERCATO MATURO

Il Mobile Remote Payment, ovvero le operazioni di pagamento “da remoto” attraverso lo smartphone, oggi vale circa 900 milioni di euro (+10%), ma nel 2021 dovrebbe valere tra 1,2 e 1,6 miliardi di euro. Una crescita in realtà in rallentamento rispetto al passato per un mercato che si dimostra già maturo.

Continuano a crescere soprattutto i numeri legati alla mobilità (+53%): il pagamento di parcheggi, di biglietti dei mezzi pubblici, di taxi, di servizi di car e bike sharing.

In totale valgono più di 180 milioni di euro e sono presenti in oltre 460 comuni (il 5,8% del totale, era il 4,6% nel 2017), abitati da circa il 39% della popolazione italiana (era il 37% nel 2017). La componente che pesa maggiormente rimane quella del car & bike sharing con oltre 90 milioni di euro transati e una crescita del +49%.

Raddoppiano, invece, i pagamenti delle corse del taxi da app con un valore di 40 milioni di euro, anche grazie a convenzioni aziendali che permettono ai dipendenti il rimborso delle spese.

Cresce dell’11%, infine, il pagamento dei mezzi di trasporto pubblici da app o con sms, raggiungendo un valore di quasi 15 milioni di euro.

NUOVI SERVIZI

Nel corso del 2018 alcuni attori hanno arricchito i loro portafoglio con diversi servizi di Remote Payment.

Telepass Pay, per esempio, nella medesima app permette il pagamento della sosta nelle strisce blu, delle corse in taxi e del bollo auto, oltre alla prenotazione di un lavaggio auto a domicilio o la possibilità di acquistare lo Skipass o noleggiare un monopattino elettrico.

Satispay ha integrato nuove funzioni di pagamento al proprio interno, tra cui la possibilità di effettuare pagamenti sulla piattaforma PagoPA (compreso il pagamento del bollo auto e moto), di pagare bollettini e di effettuare donazioni.

Anche SisalPay ha integrato il pagamento del bollo auto su circuito PagoPA e ha aggiunto diversi servizi di pagamento di bollette, bollettini e ricariche grazie a partnership con gli esercenti.

Postepay, infine, ha cominciato a offrire ai propri utenti la possibilità di effettuare pagamenti di parcheggi e dei biglietti dei mezzi pubblici tramite l’app Postepay +.

Tenendo conto dello sviluppo che questa componente potrà avere nei prossimi anni, si stima che nel 2021 il Mobile Remote Payment varrà tra 1,2 e 1,6 miliardi di euro.

IL CONTACTLESS: LA VERA EVOLUZIONE

Ma la vera evoluzione, che potrebbe spingere i pagamenti tramite smartphone, è quella del Contactless, tecnologia al momento utilizzata per la maggior parte dei casi con carte di pagamento fisiche, ma che può già essere sfruttata anche per pagare avvicinando lo smartphone al POS.

Nel 2018 i pagamenti tramite carte contactless sono cresciuti del 100% arrivando a 47 miliardi di euro con più di 1 miliardo di transazioni.

Nel 2021 varranno tra i 75 e i 100 miliardi di euro.

Questi numeri sono frutto della ormai provata dimestichezza che i consumatori e i commercianti hanno acquisito con questa tecnologia, lanciata sul mercato italiano dal 2009.

Ricopre un ruolo fondamentale anche la crescita del numero di carte e POS abilitati: oltre 1 carta su 2 (60 milioni di carte a fine 2018, con un incremento del 17% rispetto al 2017) e più di 3 POS su 4 (1,7 milioni di POS a fine 2018, con un incremento del 21% rispetto al 2017) sono contactless.

L'APPLICAZIONE NEL TRASPORTO PUBBLICO

Nel 2018 i pagamenti contactless sono arrivati anche sui trasporti pubblici.

Seguendo l’esempio di Londra, anche a Milano l’Azienda Trasporti Milanesi (ATM) ha dotato uno o due tornelli per tutte le 113 stazioni della propria rete metropolitana di POS per il pagamento delle corse con carte contactless o con carta virtualizzata su smartphone NFC.

Il sistema è in grado di calcolare i viaggi effettuati nel corso di una giornata e addebitare la tariffa più vantaggiosa per il passeggero, mentre il controllo del biglietto viene effettuato appoggiando la stessa carta utilizzata sul palmare del controllore.

A un anno esatto dal lancio, ATM ha comunicato risultati molto incoraggianti: sono quasi un milione gli utenti che hanno deciso di utilizzare la nuova modalità per passare i tornelli, per un totale di oltre 8 milioni di viaggi.

Se lo scorso anno soltanto il 5% dei biglietti singoli urbani era digitale (quindi effettuato da sms, da app, contactless), dall’introduzione del contactless questa percentuale è salita al 20%.

Il 18 settembre la stessa tecnologia è stata annunciata anche da Atac per la metro di Roma.

Il passaggio al trasporto pubblico locale è importante per aumentare la familiarità dagli italiani nei confronti della tecnologia contactless ed educare i consumatori italiani all’utilizzo dei pagamenti digitali anche per spese di piccola entità, non solo per acquisti ingenti.

NON SOLO CONTACTLESS

Questo si sta già riflettendo sui numeri registrati dalle soluzioni di pagamento più innovative: nel 2018 i pagamenti in prossimità tramite smartphone sono infatti cresciuti in maniera esponenziale (+650%) e hanno raggiunto i 530 milioni di euro transati nel 2018 (rispetto ai 70 milioni di euro del 2017).

Sono cresciuti, inoltre, sia il numero di persone che l’hanno utilizzato (1 milione rispetto alle 500 mila del 2017) sia la spesa annuale media, che supera i 500 € per persona.

Un importante contributo a questi numeri è stato dato dalle soluzioni proposte dalle grandi Big Tech internazionali (Apple, Google e Samsung) che hanno puntato sulla tecnologia contactless. Ma non sono le uniche: esistono infatti soluzioni basate su altre tecnologie alternative (geolocalizzazione, qr code, infrasuoni) – promosse da startup o aziende fintech (come Satispay), da banche (come Jiffy), da esercenti (come Eni Station +) o da altri attori legati alla mobilità (come Telepass Pay) – che nel 2018 hanno continuato il loro sviluppo facendo registrare ottimi numeri.

La sensazione è che il 2018 sia stato un anno di transizione verso numeri sempre più
interessanti per il Mobile Proximity Payment. Se verranno rispettate le attese, nel 2021 il
valore potrebbe arrivare tra i 5 e i 10 miliardi di euro.

Ivano Asaro e Valeria Portale
Direttori dell'Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano. Ivano Asaro, laureato in ingegneria gestionale nel 2012, ha iniziato a lavorare all'interno degli Osservatori Digital Innovation lo stesso anno occupandosi di pagamenti digitali e di tematiche legate al mondo Fintech. Dal 2018 è Direttore dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano. Valeria Portale, laureata in Ingegneria Gestionale nel 2007, è Ricercatrice presso la School of Management del Politecnico di Milano da oltre 10 anni. È Direttore degli Osservatori Innovative Payments e Blockchain & Distributed Ledger e collabora con l’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail e l’Osservatorio Fintech & Insurtech. All’interno delle sue aree di riferimento conduce anche attività di ricerca e formazione per imprese italiane.

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