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  • 14 Luglio 2024
  • Ultimo aggiornamento 10 Luglio 2024 16:33
  • Milano

Perché i consumatori scelgono il biologico (nonostante tutto)

I dati dell’indagine Nomisma condotta nell’estate 2022 per l’Osservatorio SANA 2022 parlano chiaro: nuove abitudini di consumo e attenzione alla salute stanno guidando le scelte degli italiani. Ma bisogna lavorare su informazione e cultura del benessere sostenibile

Perché i consumatori scelgono il biologico (nonostante tutto)

Il 2022 verrà ricordato con un anno molto difficile per milioni di italiani. Finita l’emergenza COVID è arrivata la guerra tra Russia e Ucraina a complicare la vita dei cittadini, portando con sé una crisi energetica difficile da pronosticare qualche anno fa e un’inflazione galoppante. A ottobre, rivela l’ISTAT, l’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del 3,5% su base mensile e dell’11,9% su base annua (da +8,9% del mese precedente), numeri che non si vedevano dal 1984 e che si confrontano con stipendi fermi da 30 anni.

A fronte di questi numeri, però, i nostri dati Nomisma confluiti anche nel Rapporto Coop 2022 (ve ne abbiamo parlato qui) ci dicono che il mercato alimentare italiano, almeno per il momento, sia l’unico in Europa a non vedere una contrazione dei consumi (+0,5%, contro -5,4% del Regno Unito, -3,7% della Germania, -2,3% della Francia e -1,3% della Spagna) con un +7,8% nel primo semestre 2022 rispetto al 2019.

Allo stesso tempo, sono oltre 24 milioni gli italiani a non essere disposti scendere a compromessi quando si tratta di scelte alimentari. Sono pronti semmai a diminuire la quantità di cibo acquistato, ma non a intaccarne la qualità.

Sempre più consumer base bio

In questo contesto, come rivelato dall’indagine Nomisma per l’Osservatorio SANA 2022, il mondo del “biologico” sta vivendo un momento cruciale.

Nel 2022, l’89% delle famiglie italiane ha acquistato bio almeno una volta, quota stabile rispetto al monitoraggio realizzato nel 2021. Mentre più di sei italiani su 10, hanno consumato prodotti biologici fuori casa – in bar, ristoranti, pizzerie … – negli ultimi 6 mesi.

A luglio 2022 le vendite alimentari bio nel mercato interno (consumi domestici e fuori casa) hanno raggiunto 5 miliardi di euro e rappresentano il 3,5%delle vendite al dettaglio biologiche mondiali.

I consumi di biologico sul mercato nazionale sono in crescita grazie al traino della componente extra-domestica (+53% rispetto al 2021) a fronte di un lieve calo dei consumi domestici (-0,8%), con una frenata collegata alla rete dei negozi specializzata e una spinta che arriva soprattutto dagli altri canali (acquisti diretti, GAS, negozi di vicinato, farmacie …) e dalla distribuzione moderna.
Molto positiva, inoltre, la performance dell’export bio che, nel 2022, ha raggiunto i 3,4 miliardi di euro, con una crescita rispetto all’anno precedente del +16%.

Nel contesto attuale, in continuo mutamento, fortemente condizionato dalle emergenze energetiche e climatiche, la fotografia del biologico è comunque positiva: la diffusa presenza del biologico sulle tavole degli italiani è il vero punto di forza della categoria (il bio è acquistato oggi da 23 milioni di famiglie italiane e negli ultimi 10 anni la consumer base bio è aumentata passando dal 53% del 2012 all’89% delle famiglie).

Al tempo stesso, secondo il monitoraggio realizzato da Nomisma per l’Osservatorio SANA 2022 si registra una lieve frenata dei consumi domestici (3,9 miliardi di euro, -0,8% a valore rispetto al 2021), a fronte di un forte balzo di quelli fuori casa (+53% rispetto al 2021) che si affermano come driver di crescita per l’intero settore, grazie alla dinamica sia della componente legata alla ristorazione collettiva (+20%) che a quella della ristorazione commerciale (+79%).

La voglia di socialità degli italiani ha portato alla crescita dei consumi fuori casa che ha permesso alla ristorazione di riappropriarsi delle quote di mercato registrate pre-pandemia con una conseguente crescita anche per il biologico. L’indagine condotta per l’Osservatorio SANA 2022 sul panel Nomisma ha messo in evidenza come 8 ristoranti su 10 e 6 bar su 10 propongano prodotti o semplicemente ingredienti a marchio biologico (soprattutto latte, ortofrutta, farine, uova). Grande boom dei vini bio: l’85% dei ristoratori ha nella carta dei vini almeno una referenza bio.

Il bisogno di una cultura del bio

Oggi, in uno scenario macroeconomico complesso, formulare ipotesi sul futuro del biologico, è una sfida. Indipendentemente dalle previsioni, un punto cruciale è dato dall’importanza di promuovere efficaci azioni informative verso i consumatori con l’obiettivo di rafforzare conoscenze e consapevolezza sui valori del biologico e sulle garanzie sottostanti la certificazione.

In questa direzione, l’Osservatorio SANA rappresenta il punto di riferimento per il monitoraggio del settore anche grazie al ruolo rafforzato derivante dalle sinergie del protocollo di intesa firmato tra BolognaFiere, ISMEA, ICE Agenzia, AssoBio e FederBio durante i lavori di Rivoluzione Bio 2022 (www.rivoluzionebio.it).

In questo puzzle incidono le opportunità legate alle iniziative del prossimo Piano di Azione Nazionale per l’agricoltura biologica e il ruolo della scuola quale pilastro per una corretta educazione alimentare con un coinvolgimento attivo delle nuove generazioni.

contributor
Responsabile Market Intelligence Nomisma S.p.A. Expertise su osservatori, numeri, metodi e soluzioni per il monitoraggio della domanda per la valutazione di trasformazioni e impatti su brand, imprese, settori

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