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  • 26 Novembre 2022
  • Ultimo aggiornamento 23 Novembre 2022 11:51
  • Milano

Cosa ci dice il nuovo paniere Istat per il 2021

La pandemia, le conseguenze del Covid-19, le normative e la maggiore attenzione ai temi della sostenibilità: così entrano nel carrello che misura l’inflazione anche mascherine, gel, macchina per fare il pane, caschi per le biciclette

Cosa ci dice il nuovo paniere Istat per il 2021

L’effetto della pandemia sulle nuove abitudini delle famiglie italiane si riflette anche sul paniere che l’Istat compone ogni anno per misurare l’andamento dei prezzi al consumo (inflazione) e il peso con cui ogni componente agisce su questi ultimi.


Le novità per il 2021 sono due: la prima è che nessuno degli elementi che erano presenti nel 2020 è uscito dalla lista, a dimostrazione che tutti i prodotti precedenti sono ancora di uso attuale. La seconda è che ci sono nuovi ingressi, numerosi, e hanno tutti a che fare con le conseguenze del Covid-19 che ha profondamente condizionato le scelte d’acquisto delle famiglie italiane in modo duraturo.

LE NOVITÀ

I cosiddetti “prodotti elementari” inseriti nel paniere del 2021 sono 50 in più: da 1.681 sono diventati 1.731 e sono stati raggruppati in 418 aggregati. Leggermente più numerosi (49 in più da 1751 da 1.700) quelli utilizzati per il calcolo dell’indice europeo. Ma la sostanza non cambia.

Tra i prodotti rappresentativi dell’evoluzione nelle abitudini di spesa delle famiglie e delle novità normative, entrano nel paniere 2021:

  • le mascherine chirurgiche;
  • le mascherine FFP2;
  • il gel igienizzante per le mani;
  • la ricarica elettrica per l’auto;
  • il monopattino elettrico in sharing;
  • il servizio di posta elettronica certificata;
  • il dispositivo anti abbandono.

Si aggiungono poi integratori alimentari e caschi per veicoli a due ruote.
Tra i prodotti che rappresentano consumi consolidati, invece, entrano nel paniere, tra gli altri, la macchina impastatrice (tra gli apparecchi per la lavorazione degli alimenti) e la bottiglia termica (tra gli utensili da cucina non elettrici e articoli domestici non elettrici).

L'EVOLUZIONE DELLA SPESA

I nuovi ingressi rappresentano non solo l’evoluzione nelle abitudini di spesa delle famiglie, ma anche l’impatto di un fenomeno come la pandemia o le conseguenze di nuove normative.

Si prenda ad esempio gli integratori alimentari, le cui vendite nei mesi del lockdown sono cresciute fino a diventare una porzione importante del mercato, tanto da meritare l’ingresso nel paniere Istat (secondo FederSalus vitamine, minerali e immunostimolanti sono cresciuti in volume del 38% e in valore del 36% mentre i prodotti per il sonno sono aumentati rispettivamente del 28,8% e 37,1%).

Stessa cosa per il casco per veicoli a due ruote, dopo il boom delle biciclette e la scelta di lasciare l’auto a casa per muoversi. Le normative in materia di digitalizzazione della pubblica amministrazione, poi, hanno fatto sì che diventasse di “uso comune” il servizio di posta elettronica certificata (Pec) e il dispositivo anti abbandono dei neonati, obbligatorio per legge dopo i numerosi incidenti per abbandono.

I BENI CONSOLIDATI

Ma anche oggetti che già facevano parte della vita degli italiani e che sono diventati ora “consolidati” devono questo passaggio proprio alla pandemia. Ne sono un esempio la macchina impastatrice (che ha trovato nuovi fan del pane fatto in casa durante i lunghi mesi di restrizione) o la bottiglia termica, ormai di uso quasi comune al posto delle bottigliette di plastica usa e getta poco amiche dell’ambiente.
Tra le altre new entry più curiose e ugualmente legate alla pandemia, compaiono scarpe da ginnastica e da trekking per uomo e per donna (anche queste sostenute dal maggior uso derivante dal fatto che si è praticata più attività sportiva all’aperto che al chiuso) e le calzature da casa, figlie del lockdown e dell’isolamento forzato.

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