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  • 28 Ottobre 2020
  • Ultimo aggiornamento 24 Agosto 2020 09:03
  • Milano

La vita dei consumatori con l’intelligenza artificiale

Riconoscimento di volti e immagini, chatbot, personalizzazione del marketing. Il futuro della customer experience parte dal deep learning

La vita dei consumatori con l’intelligenza artificiale

È lunedì mattina, e Google Home mi sveglia con la mia canzone preferita e mi consiglia come è meglio vestirmi in base al meteo. Appena alzata accendo il telefono che riconosce il mio volto e si sblocca; mi ricorda gli appuntamenti della giornata e calcola a che ora devo partire per arrivare in tempo in ufficio tenendo conto delle condizioni del traffico.

Vado a fare colazione al bar e pago con la carta di credito, il circuito richiede che io sorrida ad una telecamera per approvare il pagamento. Intanto mi ricordo che devo comprare un vestito per la festa del prossimo fine settimana, per fortuna che il bot di uno dei marchi che scelgo abitualmente conosce i miei gusti e mi propone subito l’outfit giusto.


A pranzo invece vado in mensa, c’è un piatto che mi ispira ma non so cos’è, allora faccio una foto e un’app mi dice ingredienti, allergeni e mi salva la ricetta per prepararlo anche a casa.

Alla sera sono davvero stanca ma mi metto alla guida sognando il giorno in cui tutti avranno un’auto a guida autonoma, e quando un colpo di sonno sta per sorprendermi la telecamera che ho installato all’interno della macchina mi risveglia bruscamente con un bip. E anche oggi sono tornata a casa sana e salva.

Se state pensando che sia fantascienza o qualcosa di futuristico, vi sbagliate. L’Intelligenza Artificiale, grazie all’utilizzo di tecniche di Machine Learning e Natural Language Processing, sta rivoluzionando tutti i mercati e di conseguenza le nostre vite e le nostre esperienze di consumatori.

UN'ERA RIVOLUZIONARIA

Uno dei principali aspetti rivoluzionari è rappresentato dal riconoscimento delle immagini. La tecnologia che permette ciò si chiama Deep Learning e si basa sull’utilizzo delle reti neurali artificiali, ovvero dei modelli che si ispirano alle reti neurali biologiche (che costituiscono il cervello umano) ed hanno la caratteristica di migliorare le performance progressivamente, cioè “imparano”. Tra i vari tipi di reti neurali, quelle “convoluzionali” sono le più adatte al riconoscimento delle immagini perché riescono a identificare angoli e curve e imparano come queste caratteristiche si combinino tra loro al fine di riconoscere un oggetto.

Queste reti neurali vengono addestrate, ovvero si insegna loro a riconoscere e classificare gli oggetti. Una delle sfide principali è rappresentata dal fatto che l’oggetto in questione potrebbe essere rappresentato in qualsiasi posizione o in diverse condizioni di luminosità. E allora per insegnare alla rete a riconoscerlo sarà necessario raccogliere milioni di immagini che lo rappresentano.
Oggi abbiamo enormi moli di dati, potere computazionale e tecnologie avanzate che sono in grado di gestirli ed è per questo che possiamo dire di essere in un’era rivoluzionaria.

COME CAMBIA LA CUSTOMER EXPERIENCE

Proprio grazie all’intelligenza artificiale e alle sue varie applicazioni l’esperienza di acquisto del consumatore sta già cambiando radicalmente. Prima di tutto, è sempre più personalizzata. Oltre alle campagne pubblicitarie ad hoc che ci arrivano tramite mail o app in merito a ciò che abbiamo cercato su Internet o avevamo in mente di cercare (l’intelligenza artificiale intuisce), un esempio interessante è l’utilizzo dei chatbot, le chat di assistenza al cliente, che alla persona hanno sostituito un computer. Aiutano le aziende a risparmiare e gli acquirenti a evitare perdite di tempo al telefono oltre che a poter fare tutte le domande che desiderano.

Tutto questo sta contribuendo a modificare non solo l’esperienza di acquisto ma anche le abitudini e i desideri delle persone che vengono “incoraggiati” dall’intelligenza artificiale in una direzione piuttosto che in un’altra.

A CHE PUNTO SIAMO

Negli ultimi anni moltissime aziende stanno facendo investimenti per potenziare l’uso dell’intelligenza artificiale. È un trend che tutti conoscono, di cui sono tutti consapevoli. Eppure, ancora oggi in tutta Europa c’è una duplice tendenza: da una parte chi si sta ancora guardando intorno per capire come trarre vantaggio dal deep learning e dall’altra chi lo sta già sperimentando. Tra questi, sono in pochi ad aver portato in produzione qualche iniziativa significativa mentre sono in molti quelli che stanno capendo quali sono i campi di azione più interessanti. Di certo è solo questione di tempo.

Naica Tedesco
contributor
Sono cresciuta a Matera, esplorando i vari aspetti della cultura e sviluppando diverse passioni completamente differenti: dai numeri al teatro e all’arte nelle sue varie forme. Ho studiato Statistica all’Università di Roma “La Sapienza”, dove ho sviluppato il mio interesse per il mondo dei dati e per le tecnologie che permettono l’analisi e la modellazione statistica. Lavoro in Reply da 7 anni e ho visto l’evoluzione (e rivoluzione) del mondo dati dalla Business Intelligence all’Intelligenza Artificiale. Oggi gestisco un team di Data Scientist con la mission di mostrare quanto gli Analytics possano dare valore di business.

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