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  • 28 Novembre 2022
  • Ultimo aggiornamento 23 Novembre 2022 11:51
  • Milano

Credito al consumo: più richieste, rate più basse, rischio contenuto

I dati di Mister Credit (CRIF) relativi al I semestre dell'anno mostrano + 3,6% di contratti attivi e -3,9% di rata media mensile

Credito al consumo: più richieste, rate più basse, rischio contenuto

I dati di aprile registrati dall’Osservatorio sul Credito al dettaglio Assofin-Crif-Prometeia, e che vi abbiamo presentato qui, avevano segnato già la strada: quella di un graduale aumento delle richieste di prestiti nei primi quattro mesi dell’anno sia in materia di mutui immobiliari sia di prestiti finalizzati. Un recupero ancora parziale rispetto ai numeri del 2019 ma comunque significativo, e contestuale a una minore rischiosità delle posizioni aperte.

È di questi giorni la conferma di questa tendenza. E arriva dall’elaborazione dei dati di Mister Credit, l’area di CRIF che si occupa dello sviluppo di soluzioni e strumenti educational per i consumatori, che ha presentato l’aggiornamento relativo al I semestre del 2021 della Mappa del Credito, lo studio sull’utilizzo del credito rateale da parte degli italiani.

Il dato più rilevante è il seguente: il 42,7% della popolazione maggiorenne, a giugno, risulta avere almeno un contratto di credito a rate attivo, in crescita del 3,6% rispetto ad un anno fa.

Allo stesso tempo, scende la rata media rimborsata ogni mese, pari a 320 euro (-3,9% rispetto al 2020) mentre il totale del credito da rimborsare pro capite è pari a 32.264 euro (in netto calo rispetto agli anni precedenti).

Nessun novità sul tasso di default di cui viene riportato il dato di marzo 2021 pari all’1,2%, il punto di minimo degli ultimi anni anche grazie agli interventi di sostegno al reddito e alle moratorie che sono stati attivati in epoca Covid-19 e che hanno interessato il 2,6% dei contratti attivi.

LA RIPRESA DEI CONSUMI SUI PRESTITI FINALIZZATI

Analizzare questi numeri è importante per capire le dinamiche del credito al consumo e più in generale, la tendenza di spesa degli italiani attuale e futura. La crescita del 3,6% di posizioni di credito aperte dipende dalla buona ripresa dei consumi che ha interessato il primo semestre del 2021 (qui alcuni dati) e che ha portato con sé una domanda maggiore di prestiti finalizzati, che occupano il 50,4% del totale, destinati soprattutto all’acquisto di auto, moto, elettronica ed elettrodomestici e articoli di arredamento, favoriti anche da agevolazioni, incentivi e condizioni di offerta appetibili.
In più, il costo del denaro ai minimi ha favorito l’aumento delle richieste. “In questo ultimo anno e mezzo indubbiamente l’impatto della pandemia ha pesantemente condizionato i comportamenti di consumo e i progetti di spesa degli italiani” spiega Beatrice Rubini, Direttore della linea Mister Credit di CRIF, “ma le prospettive di recupero dell’attività economica contribuiranno ad allentare le tensioni finanziarie garantendo, al contempo, l’elevata sostenibilità degli impegni assunti nel tempo dalle famiglie, a maggior ragione considerando che nei prossimi mesi i tassi di interesse si manterranno ancora bassi seppur in progressivo rialzo. Da valutare, però, gli impatti sulla qualità del credito derivanti dal progressivo esaurimento delle misure di sostegno ai redditi e delle moratorie che in questi mesi hanno consentito la sospensione del rimborso delle rate”.

IL RALLENTAMENTO DEI PRESTITI PERSONALI

Completamente opposto il trend dei prestiti personali, ovvero di quei finanziamenti per ottenere liquidità senza un vincolo particolare di destinazione e pari al 28,4% del totale: i criteri selettivi sempre più stringenti per l’accesso a questo tipo di prodotti e l’avvento della pandemia ne hanno ridotto l’erogazione.

“Nella prima parte dell’anno abbiamo assistito ad una ripresa dei finanziamenti finalizzati all’acquisto di auto e moto e a quelli destinati all’acquisto di elettrodomestici ed elettronica, grazie anche all’e-commerce e ai finanziamenti relativi a prodotti informatici, di cui si sono dotate le famiglie per adeguarsi alle maggiori esigenze di digitalizzazione emerse in questo anno condizionato dalla pandemia” chiarisce Rubini. “In crescita anche le erogazioni di mutui mentre la dinamica dei prestiti di liquidità risulta ancora debole. Questa tendenza si accompagna a una elevata sostenibilità degli oneri finanziari, con un tasso di default che si è attestato ai minimi degli ultimi anni. A questo contribuiscono il costante calo della rata media mensile, dovuto sia a un costo del denaro stabilmente prossimo ai minimi storici, sia alla tendenza delle famiglie ad adottare un atteggiamento prudente, acuitosi durante la pandemia”.

RATA MEDIA: LA LOMBARDIA SUPERA IL TRENTINO

In questo non tutta l’Italia risponde nello stesso modo. Nel primo semestre del 2021 le regioni in cui i cittadini ogni mese hanno rimborsato la rata media più elevata sono il Trentino-Alto Adige (392 euro) la Lombardia (364 Euro) e il Veneto (359 Euro). Seguono l’Emilia-Romagna e la Toscana, rispettivamente con 347 e 336 Euro.

È invece al Sud e nelle Isole che troviamo le rate mensili più leggere, soprattutto in Calabria (267 Euro), in Sardegna (271 Euro) e in Molise (278 Euro) in virtù di una maggiore incidenza dei prestiti finalizzati, che hanno un importo più contenuto, a scapito dei mutui. “Per interpretare questa dinamica va considerato che nelle regioni del Nord si rileva una elevata incidenza dei mutui, che presentano un importo da rimborsare più elevato, senza considerare il valore degli immobili che potrebbe risultare superiore alla media. In più il reddito disponibile risulta tendenzialmente più elevato della media e, di conseguenza, i consumatori possono permettersi di ripagare una rata più elevata senza intaccare il livello di sostenibilità del finanziamento” aggiunge Rubini.

LOMBARDIA E CALABRIA: DUE ITALIE ALL'OPPOSTO

Per quanto riguarda l’esposizione residua ancora da rimborsare per estinguere i finanziamenti in corso troviamo la Lombardia in vetta al ranking nazionale, con 40.587 euro (in crescita rispetto ai 38.436 euro del 2020), che rispetto alla precedente rilevazione scavalca il Trentino-Alto Adige, dove il valore medio scende a 40.085 euro. Seguono l’Emilia Romagna, con 37.704 euro, il Veneto, 37.008 euro, e la Toscana, con 36.797 euro.

All’estremo opposto della classifica, con 21.187 euro i cittadini della Calabria risultano avere un debito residuo pari quasi alla metà di quello dei Lombardi. Insieme alla Basilicata, Sicilia, Sardegna e Molise, sono le sole regioni in cui l’importo ancora da rimborsare risulta inferiore ai 25.000 euro.

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