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  • 23 Febbraio 2024
  • Ultimo aggiornamento 22 Febbraio 2024 09:57
  • Milano

I consumatori e la sostenibilità: 4 profili per 4 diverse sensibilità

Esistono gli indolenti, gli idealisti, i concreti e gli impossibilitati. È in queste categorie che la survey annuale Agos Insights ha inserito i consumatori italiani in base alla loro attenzione e concreta adesione ai valori di sostenibilità nelle scelte di acquisto quotidiane. Una profilazione che svela molto sulle reali possibilità di cambiare l’approccio ai consumi in nome di una maggiore attenzione al futuro del nostro pianeta

I consumatori e la sostenibilità: 4 profili per 4 diverse sensibilità

Le tendenze inflazionistiche, l’incertezza prolungata sullo scenario internazionale, le preoccupazioni legate al climate change e alla sostenibilità ambientale e sociale sono tutti temi al centro delle scelte di acquisto dei consumatori italiani. Oggetto di studio di molte analisi sociologiche, il tema dell’approccio alla sostenibilità, reale e non solo virtuale, è stato al centro anche della recente survey “Agos Insights” condotta da Agos in collaborazione con l’istituto di ricerche Eumetra, e che ha individuato 4 gruppi di persone, ciascuno con un differente approccio nei confronti degli acquisti sostenibili: gli indolenti, gli idealisti, i concreti, gli impossibilitati.

La loro definizione è importante: aiuta a comprendere meglio perché ci sono italiani che scelgono di rendere sostenibili le loro politiche di consumo e altri che decidono di non farlo. Per volontà o per possibilità.

– LEGGI QUI TUTTI I DATI E GLI APPROFONDIMENTI DELLA SURVEY AGOS INSIGHTS

GLI INDOLENTI

Rappresentano il 18% della popolazione e fanno parte di un gruppo composto prevalentemente da maschi e famiglie con un buon grado di istruzione ed economicamente benestanti. Riconoscono l’importanza della sostenibilità: infatti, sono disponibili a spendere di più e a utilizzare le proprie risorse per iniziative a suo favore, ma sono meno propensi a cambiare i loro comportamenti e le loro abitudini.
Insomma la sostenibilità per loro è importante, ma non prioritaria. Sono il gruppo meno numeroso ma anche il target più adatto per campagne di sensibilizzazione: hanno un’ampia possibilità di spesa ed è possibile provare a convincerli dell’importanza della causa e dell’impatto che può avere una modifica anche piccola delle loro abitudini.

GLI IDEALISTI

Il gruppo degli idealisti rappresenta poco più di un quarto degli italiani (27%), ed è caratterizzato da un’età media piuttosto giovane e discrete risorse economiche a disposizione, spesso dovute alle poche spese da affrontare grazie anche al sostegno delle famiglie.
È il gruppo maggiormente orientato a temi di sostenibilità e che vi presta maggiore attenzione nei comportamenti quotidiani, soprattutto quando si tratta di risparmio energetico e di abitudini domestiche. Anche in ambito di mobilità, tende a fare scelte più green. Viste le risorse economiche a disposizione, gli idealisti non avrebbero problemi a pagare di più per prodotti o servizi sostenibili.

I CONCRETI

Con il 32% il gruppo dei concreti rappresenta la maggioranza ed è composto da consumatori consapevoli dell’importanza della sostenibilità, di età compresa tra i 35 e i 55 anni e che nonostante cerchino di fare il possibile, spesso si trovano ad avere a che fare con spese e impegni quotidiani che non permettono loro di attuare i comportamenti sostenibili che vorrebbero.
Quindi la loro attenzione verso la tematica è alta, ma non sempre riescono a tradurla in comportamenti effettivi. La loro attitudine green è particolarmente evidente in ambito di mobilità: infatti, nonostante la loro quotidianità li obblighi a spostamenti in auto loro preferirebbero muoversi a piedi.

GLI IMPOSSIBILITATI

Rappresentano il 23% della popolazione. È un gruppo composto prevalentemente da uomini con un livello di istruzione limitato. Sono per lo più lavoratori operai e hanno più di tutti difficoltà ad arrivare a fine mese e a pagare le spese quotidiane. Non sono interessati ai temi della sostenibilità e comunque non metterebbero in pratica comportamenti che comportano un esborso economico maggiore rispetto a quanto previsto nella loro pianificazione di spesa mensile.
Gli impossibilitati sono, inoltre, poco inclini ad adottare comportamenti sostenibili anche nell’ambito della mobilità. Per loro la comodità del mezzo risulta essere il driver di scelta principale.

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