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  • 18 Aprile 2021
  • Ultimo aggiornamento 9 Aprile 2021 14:06
  • Milano

Come cambia la smart home per gli italiani

Home speaker, domotica, elettrodomestici intelligenti, sicurezza. Non si ferma la voglia di tecnologia di ultima generazione nelle case degli italiani, complice anche il lavoro agile

Come cambia la smart home per gli italiani

È un amore di vecchia data che ha retto a molte crisi, e in buona parte anche a quella dovuta alla pandemia in corso. È il mercato del “mattone”, passione trasversale a ogni generazione di italiani. Se è vero infatti che le stime dell’ufficio studi di Nomisma per la fine del 2020 parlano del 17% in meno di compravendite e di una prospettiva di ripresa che si è spostata dal 2021 al 2022, è anche vero che la tenuta dei prezzi nelle grandi città c’è stata e chi ha voluto concludere un’operazione immobiliare lo ha fatto guardando a necessità che prima erano solo “trend” e ora sono diventati “bisogni”: spazi maggiori, dotazioni tecnologiche e approccio sostenibile.

UN MERCATO CHE TIENE

Il mercato della cosiddetta “smart home”, la casa intelligente dove dominano oggetti connessi e di nuova generazione, ha infatti retto nel 2020 registrando una flessione minore rispetto al mercato: -5%. Lo rivelano i dati forniti dall’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano: se nel 2019 questo mercato aveva raggiunto un valore di 530 milioni di euro, con un aumento del 40% rispetto al 2018, nel 2020 ha toccato il valore di 505 milioni di euro.

LA CASA, COMODA SEMPRE

La tenuta è dovuta al fatto che la pandemia ha indubbiamente riportato la casa al centro delle vite di tutti i consumatori non più solo come luogo di vita e riposo, ma anche come luogo di lavoro e di studio tra smart working e didattica a distanza.

La pandemia ci ha infatti insegnato che la casa deve essere comoda non soltanto quando si trascorrono ore di relax ma in tutti i momenti della giornata. In questo senso ogni supporto tecnologico che ci consenta di essere connessi a Internet e di risparmiare energia, oltre che di renderci la vita molto più semplice, è ben accetto.

Non solo: il Superbonus 110% introdotto dal Governo Conte 2 ha generato un ritorno di attenzione sul mercato immobiliare e delle ristrutturazioni in ottica green che non potrà che portare benefici al settore della smart home già nel 2021.

A CACCIA DI TECNOLOGIA

Hanno portato già i loro effetti positivi, invece, l’Ecobonus e il Bonus Domotica che hanno spinto le vendite di innovazioni tecnologiche che fino a qualche tempo fa venivano considerate fantascientifiche. Oltre a caldaie, termostati e climatizzatori smart (le cui vendite, secondo l’Osservatorio, sono cresciute del 15% a 75 milioni di euro) sono disponibili sistemi di irrigazione e sprinkler intelligenti a controllo remoto che non entrano in funzione se per esempio sta piovendo e ci consentono di innaffiare il giardino senza abbandonare la nostra postazione di lavoro.

L’illuminazione intelligente, invece, rende l’ambiente il più confortevole possibile garantendo automaticamente la giusta intensità della luce e facendoci risparmiare sulla bolletta mentre i termostati intelligenti comandabili a distanza tagliano le spese di climatizzazione. E come non pensare agli elettrodomestici di ultima generazione che oltre a consumare poco, dialogano con noi attraverso l’inseparabile smartphone (ormai in dotazione al 59% degli italiani)?

Scende invece il mercato delle soluzioni per la sicurezza, ancora al primo posto in valori assoluti (21% del mercato della smart home pari a 105 milioni di euro) ma che rispetto al 2019 ha perso il 30% a favore degli smart home speaker. E il trend è considerato in crescita.

I BONUS

E proprio grazie ai bonus e agli incentivi, realizzare una casa da far invidia a un laboratorio di intelligenza artificiale non è più un lusso riservato soltanto a pochi. Innanzitutto non è necessario acquistare una casa di nuova costruzione, completa di tutte le ultime invenzioni partorite dagli esperti in domotica, ma basta comprare un immobile con qualche anno sulle spalle risparmiando sul prezzo e dotarlo delle adeguate tecnologie.

L’ecobonus inserito nella Legge di Bilancio garantisce il rimborso in cinque anni del 110% delle spese affrontate per realizzare lavori che migliorino la sostenibilità ambientale di case private e di condomini e grazie alla cessione del credito di imposta a una banca, alle Poste o all’impresa edile non è necessario sborsare nulla. Unica condizione è che la casa rimessa a nuovo ottenga due classi di efficienza energetica superiori rispetto all’origine.

Inoltre la stessa Legge di Bilancio ha confermato anche per quest’anno il bonus mobili ed elettrodomestici che, in caso di ristrutturazione, prevede la detrazione Irpef del 50%, con un’importante novità: il tetto massimo di spesa aumenta passando da 10mila a 16mila euro sfruttabile per l’acquisto di elettrodomestici di ultima generazione con classe non inferiore a A+ (A per i forni).

Il frigorifero dotato di telecamera interna che consente di ordinare la spesa direttamente da uno schermo touch e ci avvisa che un cibo sta per scadere, o la lavatrice che si avvia con un comando vocale dal cellulare e può acquistare il detersivo se la scorta sta per finire non rappresentano più un sogno proibito.

Roberto Valguarnera
contributor

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