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  • 26 Novembre 2022
  • Ultimo aggiornamento 23 Novembre 2022 11:51
  • Milano

Consumi e gas: cosa fare per risparmiare

Le decisioni intorno a noi (Germania, Spagna, Francia, Svizzera) e le misure che si possono mettere in campo in attesa di nuove norme, dalla temperatura del riscaldamento all’uso più contenuto degli elettrodomestici

Consumi e gas: cosa fare per risparmiare

Già prima che scoppiasse lo shock che sta raggiungendo il suo apice in queste settimane, il rischio di un incremento di “povertà energetica” per le famiglie italiane era molto alto. Figuriamoci ora che il costo del gas è triplicato mettendo a dura prova i budget famigliari di questo autunno-inverno.

L’elaborazione realizzata dall’Ufficio studi CGIA sugli ultimi dati disponibili del Rapporto OIPE 2020 parlano di 4 milioni di famiglie (oltre 9 milioni di persone) a rischio povertà energetica. Nel 2020. Oggi, con il prezzo del gas che ha superato i 300 euro/MWh per poi tornare sotto i 240 euro, sono sicuramente aumentate e i conti che moltissimi consumatori si stanno facendo sono altri: come riuscire a sostenere bollette triplicate mantenendo lo stesso stile di vita e le abitudini di consumo? La risposta è che è quasi impossibile, salvo avere possibilità economiche che permettano di spendere molto di più per l’energia e i consumi in genere.

È per questo che l’Unione Europea da una parte e i singoli governi dall’altra, stanno cercando soluzioni per aiutare aziende e consumatori.
Come prima cosa i ministri dell’energia dell’Ue hanno approvato il piano presentato dalla Commissione europea per ridurre i consumi del 15% tra agosto 2022 e marzo 2023. Per quanto riguarda l’Italia la riduzione sarà solo del 7%. L’obiettivo è accumulare riserve di gas per il prossimo inverno.
E proprio pensando ai prossimi mesi, il Governo il 6 settembre, ha approvato misure urgenti obbligando per decreto alla riduzione delle ore e dei giorni di accensione del riscaldamento.

LE MISURE IN EUROPA

L’Italia non arriva per prima. In Europa alcuni paesi hanno introdotto già misure che, per legge, riducono i consumi nell’interesse collettivo.

La Germania, come spesso accade, ha anticipato tutti e ha decretato che dal 1 settembre negli edifici pubblici i corridoi e le zone di passaggio dovranno tenere il riscaldamento spento, mentre nelle aree comuni la temperatura non dovrà superare i 19 gradi; dove c’è un “lavoro fisico intenso” dei dipendenti il calore verrà limitato a 12 gradi; gli edifici e i monumenti non saranno più illuminati; le vetrine dei negozi tra le 22 e le 6 del mattino saranno spente come anche le insegne e i cartelloni pubblicitari.

Veloce e risolutiva anche la Spagna dove dal 10 agosto l’aria condizionata in tutti gli uffici, i negozi, i bar e i ristoranti (sono esclusi gli ospedali e le strutture sanitarie, le scuole, i mezzi di trasporto) non dovrà scendere sotto i 27 gradi, mentre in inverno il riscaldamento non dovrà superare i 19 gradi. Le luci delle vetrine saranno spente dalle 22 e i negozi devono tenere le porte chiuse. Ancora più interessante in termini di abbattimento di costi, è l’abbassamento dell’Iva sul gas dal 21% al 5% dal 1 ottobre fino alla fine dell’anno.

In Francia, le norme sono pronte ma non ancora tradotte in legge e prevedono lo spegnimento delle insegne pubblicitarie nelle ore notturne e il divieto di tenere aperte le porte dei negozi quando hanno riscaldamento o climatizzazione accesi.

In Svizzera non sono state prese misure per legge, ma la campagna per “educare” i consumatori al risparmio è già iniziata e parte dalla riduzione di un grado della temperatura di riscaldamento in casa per tagliare i consumi (e quindi la spesa) del 5%.

COSA SI PUO' FARE DA SUBITO

In Italia il Governo ha deciso di mettere mano a provvedimenti urgenti per decreto (dunque obbligatori per legge) con l’obiettivo di tagliare di 5,3 miliardi di metri cubi la domanda di metano. 

  • Quest’inverno i caloriferi saranno ridotti di un grado — da 20 a 19 gradi — e di un’ora nelle diverse fasce del Paese.

  • I giorni di accensione diminuiranno: 15 giorni in meno, posticipando l’avvio di 8 giorni a novembre e anticipando la chiusura di sette giorni a marzo.

Nel frattempo, però, esistono accorgimenti che ogni consumatore può mettere in atto sin da ora per cercare di abbassare il costo della vita dovuto all’esplosione del prezzo del gas. Alcuni di questi sono stati presentati tra le «Azioni per la riduzione del fabbisogno nazionale di gas nel settore residenziale», elaborate dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea). Altri saranno oggetto di una campagna di sensibilizzazione della Presidenza del Consiglio attraverso i media.

Ecco quali sono.

  1. Ridurre l’uso degli elettrodomestici e usarli a pieno carico (e per chi può sostituirli con modelli più efficienti);
  2. Non lasciare Tv, decoder e Pc in Stand by e staccare le prese dalla corrente quando gli apparecchi elettronici non vengono utilizzati portebbe portare a un risparmio di elettricità (prodotta con gas naturale) e dunque a una riduzione della spesa di gas di circa 4 miliardi di metri cubi con conseguenti riduzioni di spesa per le famiglie.
  3. I minuti che si trascorrono sotto l’acqua della doccia sono preziosi. Ridurli da 7 a 5 minuti consente di tagliare del 29% i consumi di gas (oltre che di acqua) e abbassare la temperatura di 3 gradi fa risparmiare un ulteriore 9%;
  4. Sembrano minuzie ma non lo sono: abbassare della metà la potenza di un fornello del gas consente di risparmiare circa il 26% di quanto consumato normalmente.

C’è poi, per chi può, un tema di investimenti futuri: sostituire i vecchi climatizzatori che si hanno in casa con nuovi modelli ad alta efficienza energetica e installare nuove pompe di calore elettriche in sostituzione delle vecchie caldaie non può che rendere più economico il consumo futuro di energia.

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