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  • 26 Novembre 2022
  • Ultimo aggiornamento 23 Novembre 2022 11:51
  • Milano

Come cambiano viaggi e vacanze

Rincaro del costo della vita, percezione di rischio e instabilità, nuovi contagi da Covid-19. Tutto questo ha influito sull'estate 2022 dei consumatori italiani. Ma per fortuna tornano gli straneri come indicano i dati Confcommercio-Swg

Come cambiano viaggi e vacanze

Prima notizia: l’estate 2022 vede in movimento circa 27 milioni di italiani, all’incirca lo stesso numero di persone che ha scelto di fare una vacanza nel 2019, prima della pandemia, prima della crisi che ha travolto il nostro Paese in buona compagnia con il resto del mondo. Sembra una buona notizia ma non lo è. Perché il dato va letto in profondità e mostra che sarebbero stati molti di più e che chi è partito ha deciso di farlo per meno giorni e spendendo un budget minore.

Seconda notizia: se gli italiani temono le difficoltà, gli stranieri le temono meno e in Italia tornano e anche volentieri. Complessivamente, la loro spesa turistica in Italia per il trimestre luglio-settembre sarà di circa 17 miliardi di euro, ritornando così sui valori pre-pandemici, con una quota da parte dei turisti americani di oltre 2,1 miliardi di euro, valore superiore del 20% a quello del 2019.

Tutti questi dati vengono dalle rilevazioni di Confcommercio (la prima anche in collaborazione con Swg) e molto ci dicono di come consumi e turismo stiano cambiando.

ITALIANI IN DIFESA

A luglio dovevano essere 16,8 milioni a mettersi in viaggio. Sono stati 12,3 milioni. Un calo che nel 20% dei casi, spiega il rapporto Confcommercio-Swg, è determinato da disdette delle prenotazioni effettuate, mentre per il restante 80% è rappresentato da chi a giugno era intenzionato a partire ma poi non ha più organizzato il viaggio. Molti italiani hanno tirato i remi in barca tra nuovo picco di contagi Covid, inflazione, caro energia, bollette salate.

Il risultato è che i viaggi di 7 giorni o più sono diminuiti di 3 milioni mentre sono aumentati quelli di durata media (da 3 a 6 giorni) e soprattutto i break brevissimi di 2 pernottamenti al massimo. “Una tendenza che trova riscontro anche nel budget che i viaggiatori metteranno a disposizione, soprattutto per le vacanze di media durata, che scende da 541 euro previsti a giugno a circa 475, e da 1.252 a 1.117 euro per i viaggi più lunghi” si legge nel rapporto.

Ma c’è di più. Gli italiani rischiano meno. Dei 27 milioni che andranno in viaggio una o più volte tra luglio e settembre, l’88% resterà in Italia mentre solo il 12% andrà all’estero – per lo più in Europa – soprattutto per vacanze di 7 giorni o più ad agosto e settembre, dove si registra un picco del 28%.
In sintesi, meno vacanze, per periodi più brevi e spendendo di meno.

ILRITORNO DEGLI STRANIERI

Se gli italiani raffreddano le velleità vacanziere, offre buoni numeri il turismo straniero: 17 miliardi di euro di spesa, che torna in Italia spinta soprattutto dagli americani che, grazie anche al dollaro forte sull’euro, tornano sui livelli del 2019 con quasi 4,4 milioni di presenze nelle strutture turistico ricettive tra luglio e settembre e con una spesa complessiva prevista di oltre 2,1 miliardi di euro (superiore del 20% rispetto al 2019) che compensa il calo di turisti asiatici e l’azzeramento di quelli russi.

Anche in questo caso però le abitudini dei consumatori stanno cambiando. A incidere in questo caso è l’andamento del conflitto russo-ucraino e della pandemia che rendono meno sicura la programmazione. “I biglietti aerei vengono prenotati sempre più a ridosso della partenza con una riduzione del tempo intercorrente tra l’acquisto e il viaggio vero e proprio che passa, facendo una media tra le principali provenienze, da 79 a 61 giorni (per gli americani da 103 a 80 giorni, mentre è addirittura più che dimezzato per i giapponesi da 76 a 32 giorni). In ogni caso, è evidente che gran parte della ripresa turistica italiana, soprattutto per questa stagione estiva, dipenderà dal protrarsi o meno dei disagi nel trasporto aereo” si legge nell’analisi di Confcommercio.

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