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  • 26 Novembre 2022
  • Ultimo aggiornamento 23 Novembre 2022 11:51
  • Milano

Buy Now Pay Later, cos’è, come funziona e le cose da sapere

Acquistare oggi per pagare in più rate a costo zero. Lo strumento di credito al consumo è cresciuto negli anni della pandemia. Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo di Assofin ci spiega tutto quello che c'è da sapere (rischi compresi)

Buy Now Pay Later, cos’è, come funziona e le cose da sapere

Comprare oggi, pagare con calma a rate e a costo zero nei prossimi mesi. Si chiama Buy Now Pay Later ed è un trend non nuovo, ma in fortissima crescita, anche in Italia. Alcuni numeri: secondo Crif, interessa per ora solo il 3% del commercio elettronico italiano, ma secondo l’osservatorio Hybrid lifestyle, realizzato in collaborazione con Nomisma, è visto di buon occhio dal 50% degli italiani. Inoltre, nell’ultimo anno si è registrato un incremento medio del 134% della domanda di soluzioni di buy now pay later rispetto al credito finalizzato tradizionale e proviene sicuramente dai giovanissimi con meno risorse finanziarie, ma anche da molti baby boomers (45-54 anni).

All’estero, in particolare negli Stati Uniti, è molto diffuso. Secondo l’ultimo rapporto del Fidelity National Information Services (FIS), un colosso americano dei servizi di pagamento e credito, le transazioni di Buy Now Pay Later in valore hanno coperto il 3,8% del totale degli acquisti in ecommerce in Nord America nel 2021. Era l’1,6% nel 2020 e sarà il 5,3% nel 2025. In Europa pesa per l’8,1% del valore di tutte le transazioni e-commerce ed è dato in forte crescita.

Ma esattamente di cosa stiamo parlando? Che vantaggi offre e quali rischi? E come è regolamentato questo strumento di pagamento sempre più diffuso?
Abbiamo raggiunto Giuseppe Piano Mortari direttore operativo di Assofin (Associazione italiana del credito al consumo e immobiliare) e ne abbiamo parlato con lui.

Ci spieghi bene cosa si intende quando si parla di Buy now pay later…
Letteralmente significa “comprare ora, pagare più tardi”. Ma la definizione in inglese in sé rischia di essere fuorviante. Più in generale rientrano in questa forma tecnica quei finanziamenti di importo e durata limitati che per le loro caratteristiche non sono assoggettati alla disciplina del credito ai consumatori. Nella pratica di tutti i giorni si tratta prevalentemente di operazioni digitali, connesse all’acquisto di beni online, su piattaforme di e-commerce e di importo modesto. C’è poi una seconda fattispecie, abbastanza diffusa in Italia, che sebbene non inquadrabile a rigore nella formula del “buy now pay later”, può essere per alcuni aspetti assimilata. Essa si fonda sulla dilazione di pagamento concessa direttamente dal retailer, senza l’applicazione di interessi e altri oneri: i crediti così generati, vengono subito dopo ceduti ad un intermediario che ne diventa titolare.

Cosa significa che “non sono assoggettati alla disciplina del credito al consumo”?
Significa che, poiché la normativa in vigore esclude questi casi da quelli assoggettabili alla normativa sul credito ai consumatori, il processo di erogazione e l’esperienza di attivazione di una forma di finanziamento come quelle descritte è estremamente semplificato a tutto vantaggio del consumatore, del merchant che la propone ed anche di chi la eroga che, in considerazione del rischio contenuto a cui si espone, può anche semplificare considerevolmente i controlli relativi al profilo creditizio. Ma significa anche che non sono operazioni visibili nelle banche dati che registrano il comportamento creditizio degli italiani, normalmente consultate dagli operatori finanziari.

Comprare oggi e pagare domani non è una novità sul mercato. Perché se ne parla così tanto oggi?
Perché con la pandemia e i lockdown l’e-commerce è stato protagonista in Italia di un vero boom. Di conseguenza sono esplose anche queste formule di finanziamento, e non solo da noi ma a livello internazionale, tanto che si è posto il problema di una loro maggiore disciplina.

Qual è la differenza tra il Buy Now Pay Later e le dilazioni di pagamento?
La dilazione di pagamento è concessa a titolo gratuito da un venditore nel suo punto vendita (reale o virtuale) ed il credito così generato viene subito dopo acquistato da un intermediario finanziario. Questo iter consente, del tutto legittimamente, di evitare le procedure previste dalla normativa del credito al consumo che, ovviamente, sono invece da applicare qualora il finanziamento fosse concesso direttamente dall’intermediario finanziario. Apparentemente il meccanismo sottostante l’operazione, con la previsione di un rimborso diluito nel tempo e in più rate a interessi e costi zero, sembra lo stesso previsto dal buy now pay later ma tecnicamente non lo è.

E ci sono altre differenze con il buy now pay later?
Il Buy now pay later trova il suo fondamento giuridico principalmente nell’esclusione dalla disciplina sul credito ai consumatori dei finanziamenti di importo inferiore a 200 euro e di quelli rimborsabili entro 90 giorni che prevedono l’applicazione solo di costi irrisori. Le dilazioni di pagamento a titolo gratuito concesse dal retailer – anch’esse oggi escluse dall’applicazione della disciplina sul credito ai consumatori – possono riguardare importi maggiori e durate più lunghe.

Quali sono i vantaggi principali del buy now pay later e delle dilazioni di pagamento?
La semplificazione massima della fase di istruttoria che evita le procedure del credito al consumo tradizionali. Questa caratteristica ne fa uno strumento molto apprezzato sia dal retailer che dal consumatore, che ha anche il vantaggio di un’offerta di pagamento a rate e a zero costi.

Una procedura meno attenta significa però anche maggiori rischi…
La valutazione meno attenta è in parte giustificata dagli importi piccoli, ma non si può parlare di attività senza rischi. E il rischio, in definitiva, lo assume l’intermediario finanziario che eroga il buy now pay later o che acquista il credito generato dalla dilazione di pagamento. È indubbiamente un rischio contenuto, ma esiste. Viene compensato dal fatto che un servizio come questo consente di avere un consumatore e un venditore più soddisfatti che potrebbero tornare a essere fruitori di altri servizi in futuro. È un investimento, ma la cautela è d’obbligo.

Esiste una normativa specifica che regolamenta queste modalità di credito?
Fino ad oggi no. Ora il legislatore europeo, nell’ambito della revisione della Direttiva sul credito ai consumatori che dovrebbe entrare in vigore nei singoli Stati Membri entro un paio d’anni e mezzo, sembra orientato ad assoggettare questi strumenti allo stesso framework normativo del credito ai consumatori, con poche e poco significative concessioni. Anche in considerazione di questa prospettiva temporalmente limitata finora solo pochi dei grandi big del credito al consumo italiano hanno investito sullo sviluppo di questi prodotti: in particolare nel buy now pay later prevale la presenza di operatori online e stranieri, meno soggetti alla pervasiva normativa in materia di trasparenza cui sono invece sottoposti gli intermediari italiani.

Un faro lo ha acceso anche nel Regno Unito la Financial Conduct Autority che ha avviato un’indagine dei rischi di questo strumento sia per i consumatori che per il mercato. Lei è d’accordo?
Sicuramente è un settore che va controllato. Ai rischi di cui abbiamo già parlato, si aggiunge il fatto che attivare il buy now pay later su tante operazioni diverse, anche di piccolo importo, alla fine può portare a un eccesso di indebitamento, meno percepito dal consumatore stesso perché diversificato in tante micro-operazioni. Sarebbe importante che anche questi impegni finanziari, per quanto di portata inferiore, fossero censiti nelle banche dati interrogate dagli intermediari finanziari, che potrebbero in questo modo valutare con più precisione il rischio che assumono e, al contempo, evitare di far rischiare troppo il consumatore finale.
È quindi necessario arrivare a una regolamentazione ed è opportuno che anche il buy now pay later, come la dilazione di pagamento, siano assimilati alle altre forme di credito ai consumatori con l’estensione ad essi della relativa disciplina ma, auspicabilmente, applicando un principio di proporzionalità che tenga conto della loro contenuta rischiosità e della loro semplicità. Di certo si potrebbe prevedere, ad esempio, un’applicazione semplificata di alcuni adempimenti del credito al consumo come l’informativa precontrattuale da presentare con poche informazioni chiare.

La normativa europea in fase di studio andrà in questa direzione?
L’iter legislativo è ancora in corso ma gli ultimi testi disponibili sembrano orientati a consentire formule di dilazione di pagamento escluse dalla normativa del credito ai consumatori solo se concesse dal retailer con rate da restituire in un breve lasso temporale: 45 o al massimo 90 giorni. Questo limite temporale riduce il campo di azione e anche il reale vantaggio di queste formule. È molto importante che si arrivi presto a definire regole e modelli chiari e uguali per tutti, operatori nazionali e stranieri, offline e online, per evitare che questo mercato in crescita diventi una giungla per gli operatori e troppo rischioso per i consumatori. 

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